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| Frammenti
del
"De Nosferatu
Misteriis"
Compendio della
'Van Helsing Vampiric Society'
(da 'Excalibur' 11/93)
Nosferatu,
Non-Morto. Queste due semplici parole ci rivelano un terribile segreto,
un mistero che è sempre rimasto celato agli occhi della gente comune
e dei ricercatori scientifici per il solo fatto di essere privo di una
spiegazione. Ma se accettiamo con umiltà di riconoscere la limitatezza
di ciò che possiamo comprendere e la vastità dei fenomeni ancora sconosciuti,
dal mesmerismo all'ipnosi ai campi elettromagnetici, allora non possiamo
negare le testimonianze e le paure tramandate dalla storia e dalla cultura
di antiche popolazioni e di villaggi conservatisi all'ombra dello accecante
progresso scientifico.
Signori miei, io vi dico che nelle regioni
più sperdute del globo è ancora vivo il terrore suscitato da un'eventualità
apparentemente scartata a priori dalla nostra vita razional-quotidiana:
che la morte possa non coincidere con il riposo eterno, né fisico, né
spirituale, che possa sconfinare in una sorta di abominevole esistenza,
che la "morte" possa essere la condizione di "vita"
di anime dannate e assetate di sangue.
E' giunto il momento, signori miei, che
la ragione e la scienza intraprendano lo studio dell'occulto, perché
questo mondo tenebroso possa essere rischiarato dalla luce della conoscenza
e l'uomo possa combattere le forze che, nascoste nelle zone d'ombra
delle nostre dottrine, tramano contro la nostra vita. Solo se sarà possibile
superare il pregiudizio di non-scientificità di queste manifestazioni,
l'umanità potrà sconfiggere quella che potrebbe diventare la malattia
del ventesimo secolo: una malattia che sfugge all'indagine medica, mascherandosi
per una forma di anemia aggravata, un contagio che perseguita le proprie
vittime oltre la tomba... il vampirismo.
Questo breve trattato, per nulla esaustivo,
cerca di illustrare le numerose manifestazione di questa terribile malattia,
con l'intento di fornire i mezzi necessari per eliminare queste orrende
creature che si nutrono di sangue. Il materiale qui esposto è stato
raccolto dopo la drammatica esperienza che ha visto il sottoscritto
e quattro valorosi compagni (Harker, Morris, Holmwood e Seward) fronteggiare
uno dei più temibili vampiri della storia, che ha infestato il nostro
mondo per oltre quattrocento anni: il Conte Dracula.
Alla memoria di Quincey Morris, deceduto
nello scontro finale presso la dimora del Conte in Transilvania.
Il Nosferatu
I vampiri sono creature
della tenebre che si nutrono di sangue umano; vivono fuori della grazia
di Dio e sono quasi immortali. Essi sono in una condizione di "morte
eterna" e quindi vengono tormentati da una insaziabile sete di
tutto ciò che rappresenta la vita e la passione li ha condotti a rinnegare
il Signore: infatti i Non-Morti devono andare avanti, all'infinito,
a nutrirsi del sangue dei vivi.
Il Nosferatu è simile ad un "cadavere"
pervaso da un'anima dannata che, per i motivi che saranno spiegati sotto,
non ha potuto separarsi dal corpo al momento della morte. Il suo corpo
è in uno stato di sospensione: il cuore ha cessato di battere, ma gli
organi e le membra sono preservate dalla decomposizione. In realtà,
generalmente, i vampiri possono conservarsi illimitatamente solo se
dormono nella loro dimora (spesso in un feretro).
Devono riposare sulla terra consacrata
della loro patria per conservare i loro poteri nefasti, ma per compiere
attività faticose (soprattutto rimanere desti durante il giorno o essere
esposti alla luce del sole) hanno bisogno di nutrirsi di sangue umano.
I vampiri hanno numerose abilità magiche,
che però variano da esemplare a esemplare; le più comuni sono la capacità
di trasformarsi in pipistrello e/o lupo, lo sguardo ipnotico, il controllo
delle creature malvagie (specialmente topi, pipistrelli e lupi), l'abilità
di vaporizzarsi in una nube di fumo, la padronanza di alcuni fenomeni
atmosferici e numerosi poteri mentali.
Accanto a queste capacità, che li rendono avversari formidabili, i vampiri
hanno anche diversi punti deboli. Il contatto con l'acqua santa o altri
oggetti consacrati (come le Ostie) provoca loro gravi ustioni; odiano
la luce del giorno, che li indebolisce notevolmente, aborriscono l'aglio,
tutti i simboli religiosi e gli specchi (nei quali non si riflette la
loro immagine).
Il loro corpo può essere ferito solo parzialmente,
e se riesce a riposare nel suo sepolcro è in grado di rigenerare completamente
i tessuti danneggiati. Ma se si riesce a immobilizzarlo o stordirlo,
allora è possibile distruggerlo. Per eliminare definitivamente un vampiro
è infatti necessario conficcare un paletto di legno nel suo cuore e
quindi decapitare il mostro; e quando sarà dato riposo al Non-Morto,
allora giungerà per lui la benedizione più grande, giacché la sua povera
anima sarà nuovamente libera.
Altre proprietà dei vampiri sono più controverse;
esistono diverse specie di questi mostri e ognuna di esse ha le sue
peculiarità. Alcuni vampiri non possono attraversare corsi d'acqua e
vengono distrutti se immersi nell'acqua corrente, mentre i più deboli
di questi figli della notte si inceneriscono al sole.
Il contagio del vampiro
Come si diventa
vampiri? Vi sono due modi: attraverso un rito satanico, un individuo
dotato di un'immensa forza di volontà, animato da una violentissima
passione e determinato a superare la barriera della morte, può rinnegare
Dio, consacrarsi alle potenze delle tenebre e diventare un Nosferatu.
Ma non tutti sono abbastanza forti e abbastanza folli da fare una cosa
simile. In questo modo nascono i vampiri eccezionali, come il Conte
Dracula: costui era, durante la vita, un uomo straordinario. Soldato,
uomo di stato, alchimista... il culmine dello sviluppo della scienza
ai suoi tempi. Il suo cuore fu tanto forte da sopravvivere alla tomba.
Ma il vampirismo può essere trasmesso
in un altro modo... è molto contagioso. In questo senso, esso è una
malattia mostruosa che può espandersi a macchia d'olio e che deve essere
stroncata sul nascere, prima che sia troppo tardi.
Chiunque venga morso da un vampiro è soggetto
ad uno shock molto intenso: infatti il nosferatu ha la capacità di ammaliare
le sue vittime e, stringendo con loro un contatto empatico, è talvolta
in grado di controllarle. E se colui che è stato morso da un vampiro
dovesse bere il sangue del mostro, allora il suo destino sarebbe segnato.
Il contagio sarebbe contratto; la vittima inizierà a mostrare una forte
forma di anemia, senza che si riesca ad individuare alcuna perdita di
sangue, e sarà preda di incubi ed allucinazioni. Si vedranno solo le
due piccole ferite alla gola -il sigillo del vampiro!- dove è stata
morsa dal nosferatu, ma anche questi piccoli segni sono presto destinati
a scomparire. Dopo alcuni giorni sopraggiungerà la morte del corpo:
a questo punto, se il vampiro che ha causato il contagio non è ancora
stato distrutto, la disgraziata vittima diventerà un nosferatu, anch'esso
assetato di sangue umano...
L'unico modo di interrompere il processo
di vampirizzazione consiste nel distruggere la creatura che ha infettato
il sangue della povera vittima, mentre la vita dello sventurato può
essere prolungata con trasfusioni di sangue.
Equipaggiamento
Oltre all'equipaggiamento
normale, è bene non scordarsi quanto segue.
Se si fronteggiano vampiri generici, sono essenziali per la difesa personale
crocefissi, altri simboli religiosi ed un breviario. Si ricordi la loro
avversione per l'aglio (che è utilizzabile soprattutto per proteggere
le stanze) e l'allergia all'acqua santa. Quest'ultima, oltre ad essere
un'efficace arma offensiva, è indispensabile per consacrare ed esorcizzare
oggetti e luoghi (in particolare, la terra natìa del Non-Morto, se aspersa
con acqua santa, perde la capacità di ristorare e conservare il corpo
del vampiro).
Per l'eliminazione dei vampiri è necessario
avere un paletto di legno (preferibilmente frassino) e armi da taglio
abbastanza grosse da poter recidere la testa del mostro. Pale, picconi
e vanghe sono sempre utili, visto che i vampiri riposano spesso in bare
e nella terra (non sono da escludersi indagini nei cimiteri). Il medico
del gruppo dovrebbe poi portare con se il necessario per effettuare
trasfusioni di sangue.
Procedure tattiche
Nell'affrontare questo
delicato argomento, mi sono sempre posto nella mente di colui o coloro
che hanno ricevuto da Dio il sommo incarico di tentare di combattere
la piaga nefanda e oscura del vampirismo nel mondo.
Alcuni miei colleghi (in realtà sono pochi
i medici che, come me, hanno una particolare attitudine a studiare con
"scientificità" i fenomeni occulti e il vampirismo in genere)
sono concordi che per affrontare queste creature della notte (anche
se rapporti frammentari ci parlano di esseri avvistati in Cina, India
e sud-est asiatico che sono liberi di circolare anche alla luce del
sole) è necessario partire con una profonda fede nella vittoria e soprattutto
ben equipaggiati contro l'orrore che si va ad affrontare.
Voi che leggete, e che forse non avete
mai sentito il freddo artiglio di un essere delle tenebre sulla vostra
gola, o udito un battito di ali viscide sorvolare il vostro accampamento
notturno, non potete immaginare quanto siano importanti la strategia
e la tattica da impiegare contro coloro che dimorano sul limite della
vita e dell'eterna morte.
Ma non sconfortatevi... noi siamo benedetti
dalla luce, siamo coloro che vivono nell'aria limpida e serena del giorno,
coloro che le ombre e la notte odiano, ed è da questo loro odio che
noi traiamo la forza per combatterli e distruggerli.
L'esperienza che io e i miei valorosi
compagni abbiamo vissuto alle pendici della dimora del malvagio Conte
Dracula ci ha fatto comprendere quanto sia importante avvertire il mondo
della minaccia che lo sta pervadendo in ogni sua parte, aiutando con
queste modeste righe altri investigatori a sopravvivere alla dannazione
eterna.
A questo proposito innanzitutto è importante
specificare alcuni dettagli. Sebbene sia molto difficile definire il
colore degli occhi di un vampiro (per poterlo identificare anche nella
sua forma umana), certe leggende slave affermano che alcune di queste
creature hanno gli occhi che lampeggiano come braci di un fuoco quando
si avvicina l'imbrunire, mentre per alcuni colleghi greci i loro occhi
sono azzurri o verdi e diventano completamente bianchi prima di attaccare
la propria vittima. Le unghie si allungano fino al punto di trasformarsi
in artigli affilati come rasoi, il corpo so ricopre di peli e i denti
si allungano pronti a lacerare le carni.
Se in una regione si manifesta dunque
un'epidemia di vampirismo rappresentata da morti a catena, il primo
problema sarà quello di identificare la persona responsabile. E' logico
desumere che se qualcuno asserisce di aver ricevuto nottetempo la visita
di un revenente conosciuto, il problema è già parzialmente risolto,
limitandosi al controllo dello stato del "defunto".
In mancanza di ciò, si cercherà di risalire
agli inizi del fenomeno, esplorando la regione, raccogliendo informazioni
dagli indigeni, parlando con i sacerdoti o i religiosi della più vicina,
ipotizzando circa le morti di poco precedenti l'apparizione dei fatti
lamentati; oppure, come è stato già fatto notare più volte da altri
dotti colleghi, si procederà a una massiccia riesumazione del cimitero/i
locali ispezionando diversi cadaveri alla ricerca del sospetto, che
senz'altro apparirà in ottimo stato di conservazione.
In Albania, per esempio, ricordo che per
individuare la tomba di un vampiro abbiamo ricorso (allora eravamo poco
attrezzati!) all'intervento di un provvidenziale esorcista-stregone,
l'unico in grado di "vedere" con gli occhi della mente una
pallida luce ondeggiare sopra in terreno dov'era sepolto il mostro.
Un'altra procedura tattica per l'identificazione
è quella di prendere un puledro, facendolo in seguito camminare nel
cimitero: nella tomba su cui si arresterà sarà senz'altro sepolto un
vampiro (esiste però la possibilità di errore nel caso di una creatura
vampirica di stirpe non europea).
Un'altra variante di questo sistema in
uso in Valacchia è stata descritta dal gesuita Dom Calmet nei termini
che riporteremo qui di seguito, estratti da un suo libro custodito presso
Città del Vaticano:
"...si trova una o un giovane che
si possa credere ancora vergine. Lo si fa montare a bisdosso sul puledro
che non si è mai accoppiato e di pelo nero, e lo si fa passeggiare nel
cimitero o nell'area incriminata, sopra tutte le sepolture; quella su
cui l'animale farà grande resistenza, quasi terrorizzato, indicherà
il luogo. Scavando e scoperchiando la bara vi si troverà un cadavere
tanto carnuto e bello come se stesse dormendo!"
Una volta individuato il vampiro, il problema
che si pone è quello di stabilire la natura del suo stato, ossia vedere
se si tratti di un vero nosferatu o di un posseduto da qualche forza
demoniaca esterna al nostro mondo. In quest'ultimo caso, un'azione nei
confronti del cadavere sarebbe considerata inopportuna almeno per due
motivi da me osservati in due occasioni: in primo luogo perché il cadavere,
non avendone colpa, subirebbe un'immotivata profanazione (decapitazione
e successivo smembramento) e in seconda istanza perché uno spirito maligno
non è particolarmente sensibile alle mutilazioni o alla violenza.
Si dovrà preferire pertanto in un primo
momento la neutralizzazione del vampiro mediante esorcismo (acqua santa
in bottigliette, una per ciascun componente del gruppo), "vincolandolo"
alla tomba e impedendogli in questo modo di uscire durante la notte
e colpire altre vittime.
Se invece si è in presenza di un vampiro
vero e proprio (e quindi non di un posseduto) sarà bene conficcargli
con forza il paletto di frassino precedentemente appuntito nel cuore,
in modo da farlo fuoriuscire dalla schiena e inchiodarlo alla bara o
al terreno.
Non fatevi intimidire dall'urlo che il
mostro lancerà nell'aria, dagli spruzzi di sangue e liquidi umorali
che sputerà contro di voi e i vostri compagni: RESISTETE A QUESTO INFERNO!
Procedete in seguito come indicato: con
affilati coltelli, recidete di netto la testa della creatura (per alcuni
vampiri polacchi e russi è necessario smembrare tutto il cadavere e
dissolverlo nell'acido) e separatela dal corpo, gettandola nel fuoco.
Se volete immobilizzarlo prima di questa
procedura, sappiate che i Serbi utilizzano dei rami di biancospino che
vengono deposti sul corpo del vampiro, "inchiodandolo" simbolicamente
alla bara o al terreno su cui giace.
Anche la religione e la fede possono essere
dispensatrici di armi e protezione. Recitate al calar del sole, poco
prima di entrare nel regno del vampiro, i salmi appartenenti al testo
"In Manus Tuas Domine", che sprigiona un'aura di positività
e pace, respingendo come luce il buio che si avvicina.
Infine, un'altra tecnica da me sperimentata
e quella della protezione individuale e dei propri compagni quando ci
si trova faccia a faccia con il vampiro. Può accadere di viaggiare per
giorni e giorni in terre solitarie, lontano da luoghi civili, alla mercé
delle forze oscure.
Accampandosi di notte, è consigliabile
per gli investigatori portare con sé una certa quantità di Ostie consacrate,
che verranno in seguito sbriciolate e trasformate in polvere bianca
finissima, da spargere in un cerchio al cui interno dimoreranno per
la notte gli investigatori. La protezione magica alla creatura e ai
suoi servitori di attaccare il gruppo (ma consiglio in ogni caso di
stabilire dei turni di guardia!)
SIATE SEMPRE VIGILI, NON ABBASSATE MAI
LA GUARDIA... NON CHIUDETE GLI OCCHI, POTEREBBE ESSERE L'ULTIMA VOLTA...
Per concludere, un ultimo avvertimento
ai coraggiosi che cercheranno di ostacolare questo terribile contagio
del demonio: ricordate, se falliamo, non è solo questione di vita o
di morte. Diventeremo come loro, predatori dei corpi e delle anime di
coloro che amiamo di più.
Abraham
Van Helsing
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| «Vampiri.
Dieci in Italia, 1400 nel mondo»
(da 'La Nazione'
di Giovedì 7 novembre 1996)
ROMA-Nella
seconda metà del Settecento Voltaire annotava, con gioia, il trionfo
della ragione illuminista, che era stata capace di mettere in fuga,
per sempre, i vampiri. «Non si sentiva parlare che di loro tra il 1730
e 1735... e adesso nessuno ne trova più». Inutili censori oggi possiamo
capire quanto avesse torto. Perché i vampiri non solo ci sono ancora,
nella fantasia popolare, ma so no addirittura diventati mito nei panni
del conte Dracula e dei suoi emuli antichi e moderni.
Non poteva mancare un censimento. A firmarlo
è stato il "Centro di ricerca sui vampiri" di New York diretto
da Stephen Kaplan. Ecco le cifre: 40 vampiri accertati in Canada, 550
negli Stati Uniti e 310 nel resto del mondo. In Italia, dicono gli studiosi,
i casi acclarati sono una decina circa. Ed effettivamente qualche traccia
del Conte è stata trovata anche qui; nel novembre di due anni fa all'idroscalo
di Milano furono individuate tracce di un vero e proprio "banchetto
per vampiri". Una tovaglia bianca, tre cuori (di vitello) disposti
su tre piattini. In uno erano conficcati due coltelli da cucina, nel
secondo un solo coltello, mentre il terzo, più piccolo, era integro
e avvolto in un coprifasce bianco da neonato. Al centro, un cero rosso
in parte consumato
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| «Caro
Conte, si stenda sul lettino e racconti»
intervista a Vera Slepoj di Silvia Mastrantonio
(da 'La Nazione' di Giovedì 7 novembre 1996)
ROMA-La
luce rischia di ucciderlo, fermarne il cuore è impresa difficile. Perchè
batte attraverso i secoli, le epoche, le mode e i costumi. Ma chi è
davvero Dracula? «E' il sangue, prima di tutto -risponde la psicologa
Vera Slepoj, che non esita a dirsi 'affascinata' dal Conte-. Sangue
come elemento di passione e sessualità, sangue come strumento di purificazione.
Sangue come ricongiungimento tra la vita e la morte, come circolo vitale».
Sangue ma anche tenebre...
«La notte, cioè l'incoscienza, il terrifico,
il profondo presente in tutte le culture come le parti oscure di noi,
la concezione delle particolarità non spiegabili della natura. E Dracula
vive di notte portando con sè tutto questo. Non potrebbe diventare mito
se non avesse fortissimi legami con il rito».
Un mito negativo?
«E' il tormento e insieme la paura. Il
suo tormento di dover vivere per sempre è il nostro tormento tra la
felicità e l'infelicità, la ricerca di una spiegazione sulla fine delle
cose, sulla nostra fine e sulle origini delle passioni. Ci permette
di fantasticare di una vita che non si interrompe, ci regala l'immortalità
seppure nell'oscurità della notte. Ci offre la possibilità di elaborare
le nostre angosce più profonde che toccano le 'parti oscure' di noi,
le nostre pulsioni, la paura del futuro».
Ma resta un modello deviante...
«Non è un personaggio liberatorio, ma
angosciante, che però associa un elemento profondamente passionale legato
al bacio, al morso. Anche qui un simbolo dell'atto sessuale».
Tanti simboli l'hanno consegnato davvero
all'immortalità?
«E' il trionfo del nostro desiderio di
immortalità. Passano i secoli ma il bisogno di spiritualità dell'uomo,
di contenitori ideali che giustifichino e spieghino il 'dopo', resta»
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| Differenti
tipi di vampiri
ADZE
Si tratta
di uno spirito vampiro presente nella magia tribale degli Ewe, popolo
africano abitante nel sud-est del Ghana e nel sud del Togo. L'Adze si
aggira sotto forma di mosca ma, se catturato, si trasforma in umano.
Beve sangue, olio di palma e latte di cocco ed uccide i bambini, soprattutto
quelli di bell'aspetto.
ALGUL
E' un
vampiro arabo, il cui nome significa 'sanguisuga'. Questo genere di
vampiro è tradizionalmente un demone femminile che si nutre di sangue
di bambini e vive nei cimiteri.
ALP
Spirito
vampiro tedesco associato con l'Incubus che di norma tormenta le notti
ed i sogni delle donne; la manifestazione fisica di queste creature
può essere assai pericolosa. L'Alp è considerato maschio, a volte è
considerato come lo spirito di un parente morto di recente, ma, più
di frequente, è un demone reale. Durante il medioevo, l'Alp era visto
apparire sotto forma di gatto, maiale, uccello o altri animali, ed in
tutte le sue manifestazioni portava un cappello. Questo spirito può
quindi volare come un uccello, galoppare come un cavallo ed è dotato
di un atteggiamento valoroso, che lo porta raramente ad uccidere. L'Alp
succhia sangue dai capezzoli degli uomini e dei bambini, ma preferisce
il latte delle donne. Essendo coinvolto nelle paure della mente e del
sonno, l'Alp è virtualmente impossibile da uccidere.
ASANBOSAM
Vampiro
africano, conosciuto presso gli Ashanti del sud del Ghana e dalle popolazioni
nelle aree della Costa d'Avorio e del Togo. L'Asanbosam risiede nelle
foreste, dove spesso viene incontrato dai cacciatori. Generalmente ha
aspetto umano, ma con due eccezioni: ha denti d'acciaio ed ha uncini
al posto dei piedi. Generalmente morde le sue vittime sul pollice.
ASWANG
Vampiro
delle Filippine, durante il giorno si presenta come una bellissima donna
e come uno spaventoso demone volante di notte. L'Aswang può perciò vivere
una vita normale durante le ore diurne, ma di notte viene guidato nelle
case delle vittime da stormi di uccelli notturni. Il suo nutrimento
è sempre il sangue, e di norma preferisce i bambini; la creatura è riconoscibile
dall'aspetto gonfio che assume dopo essersi nutrita, facendola sembrare
incinta. Si dice che se l'Aswang sfiora l'ombra di qualcuno, questi
morirà entro breve.
AZETO
Nelle credenze
voodoo di Haiti, è un malvagio Loa (spirito dei morti) vampiro sia maschile
che femminile.
BAITAL
E' una
razza vampira indiana di individui mezzi umani mezzi pipistrelli alti
un metro e mezzo.
BAJANG
E' un vampiro
della Malesia, considerato maschile, che si presenta come un gatto e
di norma assale i bambini. Il Bajang può essere ridotto in schiavitù
e trasformato in un demone servitore, ed è spesso tramandato da una
generazione all'altra all'interno di una famiglia. E' rinchiuso in un
tabong (un vaso di bambù) protetto da vari incantesimi. Quando è imprigionato,
viene nutrito con uova e si rivolterà al suo padrone se non provvisto
a sufficienza di cibo. Il padrone di tale demone può liberarlo per scagliarlo
contro un nemico, che generalmente muore di lì a poco di un male misterioso.
Secondo le tradizioni, il Bajang proviene dal corpo di un bambino nato
morto.
BAOBHAM SITH
E' una
malvagia fata scozzese; appare come una bellissima giovane donna che
danza con gli uomini per poi ucciderli e cibarsi di loro. Può essere
uccisa con acciaio freddo.
BEBARLANGS
Tribù delle
Filippine i cui membri praticano una sorta di vampirismo psichico. Costoro
rilasciano dei corpi astrali che si nutrono della forza e della vitalità
degli individui.
BHUTA
Un vampiro
dell'India, che di norma viene generato in seguito alla morte violenta
di una persona. I Bhuta vivono nei cimiteri o in luoghi scuri e desolati,
e si nutrono di escrementi (!!!) e di interiora.
BRAHMAPARUSH
Un altro
vampiro indiano. Questa creatura beve il sangue della vittima attraverso
il suo teschio, estrae il cervello per cibarsene ed infine gli strappa
via l'intestino per avvolgerselo intorno al corpo per praticare una
danza rituale.
CAMAZOTZ
Nella mitologia
Maya, è una divinità pipistrello vampiro dei Quiche del Guatemala. E'
spesso rappresentato con un coltello sacrificale in una mano e la sua
vittima nell'altra.
CH'LANG SHIH
In Cina
ci sono vampiri come le creature chiamate Ch'lang Shih, che si manifestano
quando un gatto salta sul corpo di una persona morta. Questi esseri
sono lividi in volto e possono uccidere con un respiro velenoso oltre
che succhiando il sangue. Se si trovano di fronte ad un mucchio di riso,
devono contare i chicchi prima di proseguire.
CHONCHON
Nel folklore
degli indiani Araucaniani del Cile, è un vampiro con testa umana ed
enormi orecchie che usa come ali per volare cercando la sua preda.
DEARG-DUE
In Irlanda
molti Druidi parlano di Dearg-Dues che devono essere uccisi costruendo
un cumulo di pietre sopra la tomba. I Dearg-Dues non possono cambiare
forma.
EKIMINU
Gli Ekiminu
sono spiriti (mezzi fantasmi mezzi vampiri) causati da una sepoltura
impropria. Sono naturalmente invisibili e sono in grado di possedere
gli umani. Possono essere distrutti da armi di legno o tramite esorcismo.
KATHAKANO
Il vampiro
Kathakano è molto simile all'originale, ma può essere ucciso solo tagliandogli
la testa e bollendola nell'aceto.
KRVOPIJAC
Vampiri
bulgari noti anche come Obours. Appaiono come normali vampiri ma hanno
una sola narice e la lingua a punta. Possono essere immobilizzati mettendo
delle rose intorno alla loro tomba. Possono essere distrutti facendo
accendere su di esse un falò.
LAMIA
I Lamia
erano conosciuti nell'antica Roma e in Grecia. Erano per lo più vampiri
donna, che apparivano in forma metà umana metà animale (di solito la
parte bassa del corpo era un serpente). Mangiavano il corpo delle loro
vittime e bevevano il loro sangue. I Lamia possono essere attaccati
ed uccisi con armi comuni.
NOSFERATU
Letteralmente:
"non-morto". Un altro nome del vampiro originale.
PENANNGGA LAN
Nella mitologia
Maya, era una donna morta di parto divenuta per questo un vampiro, che
ritornava per tormentare i piccoli bambini con il suo orribile volto
e le interiora a penzoloni.
RAKSHASA
Stregone
e vampiro indiano. Appare come un umano con caratteristiche animali
(artigli, zanne, occhi felini, etc...) o animale con caratteristiche
umane (piedi, mani, naso, etc...). La parte animale è spesso una tigre.
Mangiano la carne e bevono il sangue. Possono essere distrutti dal fuoco,
dalla luce solare o tramite esorcismo.
STRIGOIUL
Vampiro
rumeno simile all'originale, che attacca in gruppo. Può essere ucciso
mettendogli dell'aglio in bocca od asportandogli il cuore.
SUCCUBUS
Questo
è un tipo di vampiro meno conosciuto. Il modo in cui generalmente si
nutrono è avendo rapporti sessuali con le loro vittime, sfinendole,
quindi nutrendosi dell'energia rilasciata durante il rapporto. Spesso
entrano nelle case con l'aspetto di altre persone, e visitano più di
una volta le loro vittime, che vivono la visita come un sogno. Una versione
maschile del Succubus è l'Incubus.
UPIERCZI
Questi
vampiri sono originari della Polonia e della Russia e sono anche chiamati
Viesczy. Hanno un pungiglione sotto la lingua al posto delle zanne.
Sono attivi da mezzogiorno a mezzanotte e possono essere distrutti solo
dal fuoco. Una volta bruciati, il corpo esplode dando origine a centinaia
di piccoli, disgustosi animali (vermi, ratti, etc...). Se qualcuna di
queste creature fugge, allora fuggirà anche l'Upierczi e tornerà per
cercare vendetta.
VLOKOSLAK
Sono vampiri
serbi detti anche Mulos. Di solito appaiono come persone vestite di
bianco, attivi giorno e notte e possono assumere la forma di un cavallo
o di una pecora. Mangiano le loro vittime e bevono il loro sangue. Possono
essere uccisi tagliando via i loro alluci o infilando un chiodo attraverso
il loro collo.
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| Cos'e'
un vampiro?
Cos'è
un vampiro? Come lo si può definire? Da dove si può cominciare per descrivere
ciò che è senza forma e la cui storia conduce all'inizio dell'umanità?
Queste domande hanno tormentato le menti dei vampirologi e dei fanatici
dei vampiri in generale per decenni.
E' Dracula la risposta alla domanda?
Forse una domanda migliore a cui rispondere
potrebbe essere: a quale Dracula ci stiamo riferendo?
Dracula è di certo uno dei più amati personaggi
nella storia dei vampiri. Di sicuro nessun altro vampiro si è guadagnato
tanta fama mondiale quanto lui. Dalle pubblicità degli occhiali da sole
ai personaggi della tv per ragazzi, Dracula è diventato un nome familiare,
un sinonimo di vampiro come 'Kleenex' lo è di fazzoletto.
Ma anche all'intero del personaggio di
Dracula, ci sono anomalie e contraddizioni. Il personaggio originale
che Bram Stoker creò nel suo romanzo era descritto come "un vecchio
di alta statura, accuratamente sbarbato e con lunghi baffi bianchi"
le cui "orecchie erano pallide e molto appuntite nella parte superiore"
e che, cosa che fa trasalire Harker, aveva "peli sul palmo della
mano. Le unghie erano lunghe e strette, e tagliate a punta." Il
romanzo inoltre menziona l'abilità che Dracula ha di trasformarsi in
pipistrello o in nebbia, secondo la sua volontà. Il Dracula di Stoker
era anche vulnerabile nei confronti di simboli Cristiani e pagani, inclusi
acqua santa e aglio.
L'industria cinematografica ha ritratto
Dracula in molti modi differenti, in ogni caso. Nel 1931, la Universal
Pictures ingaggio l'attore ungherese Bela Lugosi per il ruolo di Dracula.
Il suo aspetto elegante ed aristoratico era piuttosto lontano da quello
del mostro peloso e con le orecchie a punta del romanzo di Stoker. Ogni
film di Dracula, in questo periodo, ebbe il suo personale approccio
con il personaggio. Ogni Dracula era diverso dal precedente, ed ognuno
aveva le sue caratteristiche fisiche e vampiriche.
E' difficile, in conclusione, definire
il vampiro attraverso il suo più famoso rappresentante, Dracula. Il
vampiro è dunque un aristocratico? Possiede l'abilità di trasformarsi
in pipistrello o in nebbia? Si può ferire o addirittura uccidere un
vampiro con una croce o dell'aglio?
Che dire di Lestat, allora?
Ah, Lestat, intrepido principe del regno
dei vampiri. Questo amato personaggio creato dalla scrittrice Anne Rice
ha conquistato di colpo le nuove generazioni di fan dei vampiri nello
stesso modo in cui Dracula fece tanti anni fa. Lestat è un vampiro adatto
a questo laico ventesimo secolo - è immune ai simboli cristiani (croci
ed acqua santa) così come a quelli pagani (aglio e paletti di frassino).
L'unica cosa che può ucciderlo è la luce del sole, e forse neanche quella,
in fondo, sarebbe sufficiente. Portando la visione cinematografica romanticizzata
del vampiro un passo avanti, i vampiri della Rice non sono soltanto
socialmente accettabili nel loro aspetto fisico: sono magnifici. La
loro bellezza androgina è una delle cose che li definisce sia come razza
che come individui.
Sebbene i vampiri della Rice non possano
cambiar forma, essi possono volare e lasciare i loro corpi. Ciò significa
forse che dobbiamo estendere la definizione di vampiro per includere
l'abilità di volare e la paura della luce? Cosa dire della loro bellezza,
in netto contrasto con il personaggio con le orecchie a punta e le mani
pelose del romanzo di Stoker?
La risposta, si deduce, deve essere nella
storia, quando ci si dimentica della finzione letteraria e le sue idea
e ci si concentra sulla verità.
Ciò non è necessariamente vero, come vedremo.
La storia ci descrive vampiri di ogni sorta, e anche coloro che spendono
le loro vite alla ricerca della verità hanno differenti opinioni.
La mitologia ed il folklore in generale
non parlano di luce solare o mani pelose. Alcuni miti vampirici che
sono sopravvissuti fino ai giorni nostri non parlano nemmeno di esseri
che bevono sangue. La maggior parte delle storie sui vampiri non menzionano
la loro capacità di volare. Ogni sorta di metodo pagano per scacciare
il vampiro sopravvive nei libri di storia; tutto, dall'aglio ai piccoli
semi, alle corde con centinaia di nodi, alle falci ed ai paletti di
legno, veniva usato centinaia di anni fa per difendersi, confondere
od uccidere un vampiro. Ma raramente la luce del giorno era citata come
metodo per annientare un vampiro.
Ma chi, oggigiorno, non ha l'idea del
vampiro che urla e si dissolve sotto i raggi del sole?
Il vampiro stesso prende tante forme nei
libri di storia quante sono le storie da raccontare; donne che uccidono
i bambini per vendetta, vicini morti che terrorizzano i loro concittadini,
preti e borghesi, soldati e stranieri. Alcuni sono pallidi, ma molti
sono scuri. Molte storie narrano di vampiri che rigenerano la loro pelle,
o hanno unghie lunghissime.
Cos'è, allora, un vampiro?
Nel suo studio 'Vampires Among Us' (1991),
Rosemary Ellen Guiley usa un termine per i vampiri "reali"
che può essere applicato al genere nel suo insieme. Il termine è "Vampire
Reality"; ciò significa che i vampiri sono ciò che la gente crede
che loro siano. Per il contadino del medioevo, il vampiro era un terribile
revenant portatore di morte e malattia sia nel piccolo villaggio che
nella grande città. Per il britannico dell'era vittoriana, un vampiro
era un personaggio ripugnante e da brividi protagonista di romanzi e
spettacoli. Per molti, il vampiro è una sensuale, aristocratica immagine
dalla quale si sentono stranamente attratti.
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 |
| La
morte ed il vampiro
Il vampiro
si è ormai stabilito come una potente icona nella nostra cultura. Molti
sono tentati di credere che il potere e la popolarità dell'essere dai
lunghi canini sia riconducibile semplicemente al nostro collettivo amore
per il pericolo.
Certo, il vampiro è pericoloso. In ogni
caso, poche creature ispirano il tipo di devozione che troviamo nei
seguaci dei vampiri. Poche persone sono affascinate dal mostro di Frankenstein
come lo sono dalle creature della notte.
Concordo pienamente con la "teoria
del pericolo" come spiegazione per la natura che pervade l'horror
in generale, ma sono portato a pensare che le ragioni che stanno dietro
alla lunga storia del vampiro abbiano più a che fare con la più universale
e potente delle paure umane: la paura della morte.
Da un punto di vista folkloristico, il
vampiro può essere servito come spiegazione mitica per un processo che
storicamente poche culture capirono. La morte è sempre stata un mistero,
ma mai così tanto quanto lo fu prima degli sviluppi della scienza e
della medicina di questo secolo.
Gli uomini hanno sempre cercato di capire
il mondo intorno a loro; la nostra sete e capacità di imparare sono
illimitate. Storicamente, comunque, ciò che non può essere compreso
o spiegato è relegato al fertile terreno dal quale nascono miti e superstizioni.
Per esempio, quante cose sono "note" come portatrici di cattiva
sorte? Uno specchio rotto, camminare sotto una scala, un gatto nero
che cui attraversa la strada... e la lista potrebbe proseguire. Alla
luce di questi fatti, la presenza del vampiro nel folklore indica che
il suo intento potrebbe essere quello di spiegare attraverso la superstizione
ciò che non può essere compreso in altri modi: il mistero della morte.
Nei tempi moderni, la morte è stata meglio
compresa, ma non del tutto; le vecchie superstizioni sono sempre dietro
l'angolo. La morte ci spaventa ancora più di ogni altra cosa. Non siamo
ancora sicuri di cosa accada dopo la morte. Stephen King una volte disse:
"La sepoltura è un mistero, ma la morte è un segreto". Oggi
come oggi, i media (dai film alla fiction e oltre) sono il riflesso
di queste credenze e paure, ed è per questo che la figura del vampiro
continua a popolare le nostre menti.
Il vampiro, per alcuni, è ancora una rappresentazione
di una spaventosa verità della nostra esistenza: ogni essere vivente
deve morire. Il vampiro ci affascina perché la sua natura è in perfetta
antitesi con questa verità. Egli è morto per avere la vita, e la sua
stessa esistenza è garantita dalla morte altrui.
Per altri, il vampiro di oggi rappresenta
la capacità che tutti vorremmo avere - l'abilità di ingannare la morte,
sconfiggerla e continuare ad esistere. In una visione romantica, egli
è immortale, ma nessun'altra creatura sulla terra conosce la morte così
intimamente come lui. Che delizioso paradosso.
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 |
| Elizabeth,
la Contessa sanguinaria
Esistono
molte leggende sui vampiri. In ogni caso, esistono anche documenti ufficiali
che provano lesistenza di unautentica contessa del diciassettesimo
secolo, Elizabeth Bathory, considerata la vampiressa più assetata di
sangue di tutti i tempi.
Nata nel 1560 in una delle più antiche
e ricche famiglie della Transilvania, Elizabeth Bathory aveva molti
parenti potenti - un cardinale, alcuni principi, ed un cugino che era
primo ministro dUngheria; il più famoso dei Bathory fu Re Steven
di Polonia (1575-86).
Elizabeth sposò il Conte Ferencz Nasdasdy
quando aveva appena 15 anni, mentre lui ne aveva 26, e con il quale
visse nel Castello Csejthe nella contea di Nyitra, in Ungheria. Il Conte,
soprannominato Leroe nero di Ungheria passava molto
tempo lontano da casa per combattere; durante le sue ripetute assenze,
il servo di Elizabeth, Thorko, la iniziò allocculto.
Elizabeth, per un breve periodo, scappò
con unoscuro straniero, ma poi decise di tornare a casa. Fortunatamente
il conte la perdonò, ma Elizabeth, tornata al castello, iniziò ad entrare
in conflitto con la suocera e, cosa assai più terribile, iniziò a torurare
le serve con laiuto della sua vecchia balia Iloona Joo.
Nel 1600 Ferencz morì ed inizò il periodo
delle vere atrocità di Elizabeth che, per prima cosa, fece espellere
lodiata suocera dal castello.
Molto vanitosa ed ormai quarantenne, la
contessa iniziava ad essere preoccupata della vecchiaia e della sua
perdita di bellezza. Si narra che un giorno una serva, rea di averle
tirato i capelli mentre glieli stava acconciando, fu colpita dalla contessa,
infuriata, così forte da farla sanguinare; il sangue della giovane cadde
sulla mano della contessa che immediatamente pensò che la sua pelle
avesse acquisito la freschezza della giovane ragazza attraverso il suo
sangue; Elizabeth era sicura di aver scoperto il segreto delleterna
giovinezza. Con laiuto di Thorko e del maggiordomo, la spogliò
e la dissanguò, versando il suo sangue in unenorme vasca, dopodiché
si vi si immerse. Furono sue complici anche due fattucchiere, Darvula
e Dorottya Szentes.
Per i successivi 10 anni, i perfidi servitori
di Elizabeth la rifornirono costantemente di nuove ragazze per il rituale
bagno di sangue, ma una delle vittime, riuscita a scappare, informò
le autorità sui terribili fatti che accadevano al Castello Csejthe.
Re Mathias di Ungheria ordinò quindi al Conte Cuyorgy Thurzo, cugino
di Elizabeth e governatore della provincia, di attaccare il castello.
Il 30 dicembre del 1610, le sue truppe assalirono il castello. Quando
entrarono, si trovarono di fronte ad uno spettacolo agghiacciante: una
ragazza morta nella stanza principale, prosciugata del suo stesso sangue
ed unaltra viva ma dal corpo cosparso di fori; nei sotterranei
scoprirono molte ragazze imprigionate e, sotto il castello, i corpi
di almeno altre 50 ragazze.
Elizabeth fu arrestata e, lanno
successivo, processata a Bitcse; si rifiutò di dichiararsi colpevole
o innocente e non fu mai presente al processo. Di questo processo fu
fatta una trascrizione che è sopravvissuta fino ad oggi in Ungheria.
Johannes Ujvary, il maggiordomo, testimoniò che circa 37 ragazze erano
state assassinate, sei delle quali egli aveva personalmente assunto
per lavorare al castello. Le vittime venivano legate e tagliate con
forbici e coltelli. A volte erano le deu fattucchiere a torturare le
ragazze, a volte la contessa stessa. La vecchia balia di Elizabeth testimoniò
che circa 40 ragazze erano state torturate ed uccise.
Tutte le persone coinvolte negli omicidi,
tranne la Contessa Bathory, furono decapitate e cremate escluse le due
complici che furono bruciate vive. La Contessa Elizabeth non fu mai
condannata per alcun crimine, ma fu ordinato che le porte e le finestre
della camera da letto della contessa fossero murate con lei dentro,
lasciando solo un foro dal quale far passare il cibo. Re Mathias II
chiese la pena di morte per Elizabeth ma, su richiesta del cugino primo
ministro, si accordò per un rinvio a tempo indeterminato della sentenza,
che in realtà significava una reclusione solitaria a vita.
Nel 1614, dopo 4 anni di incarcerazione,
una della guardie si accorse che la contessa giaceva a terra, immobile.
Elizabeth Bathory, la Contessa sanguinaria, era morta.
Ci sono molte connessioni tra i Bathory
ed i Dracula: il comandante della spedizione che aiutò Vlad a riconquistare
il suo trono nel 1476 era il Principe Steven Bathory; un feudo di Dracula,
Castel Fagaras, divenne un possedimento dei Bathory allepoca di
Elizabeth; inoltre, entrambe le famiglie hanno un drago nello stemma
di famiglia.
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 |
| Vampirismo:
una spiegazione medica
Con l'evoluzione
del XX secolo, l'uomo razionale si è rivolto alla scienza per spiegare
le mitologie che per centinaia di anni hanno pervaso il mondo. Come
può un uomo essere scambiato per un vampiro? Come può qualcuno sembrare
la vittima di un attacco vampirico? La scienza, talvolta, propone delle
risposte che potrebbero stupirvi.
ANEMIA
Derivante dalla parola greca che significa
"mancanza di sangue", l'anemia è una malattia del sangue che
comporta un numero molto basso di globuli rossi, necessari per il trasporto
dell'ossigeno per tutto il corpo, quindi, quando una persona soffre
di anemia, i sintomi sono causati da ossigeno inadeguato. Tali sintomi
possono includere:
- Aspetto pallido
- Affaticamento
- Respiro debole
- Problemi digestivi
Tre sono le cause principali di anemia:
malattia, eredità o grandi perdite di sangue.
Nel passato, una persona che mostrava
questi sintomi poteva essere sospettata di essere stata attaccata da
un vampiro. Ancora una volta, il mito si plasma a seconda dei bisogni
di chi ci vuol credere. Nei tempi in cui la scienza medica era ancora
lontana da alcune scoperte che oggi per noi risultano ovvie, la gente
trovava spesso più facile credere che persone vittime di questi mali
fossero state attaccate da un vampiro, piuttosto che ammalate.
Inoltre, sintomi del genere possono aver
suggerito ai nostri antenati che la vittima stesse iniziando la sua
trasformazione in vamipiro, caratterizzata da un aspetto pallido e da
difficoltà nel mangiare.
CATALESSI
La catalessi è un disordine nervoso che
causa una forma di animazione sospesa; questo comporta una perdita di
movimento volontario, rigidità dei muscoli e diminuisce la sensibilità
verso il calore ed il dolore. Una persona in stato di catalessi può
quindi vedere e sentire ma non può muoversi.
Il respiro, le pulsazioni e tutte le funzioni
regolatorie del corpo sono talmente rallentate che ad un primo esame
la persona può sembrare morta. Questa condizione può durare da alcuni
minuti a giorni interi.
Prima che la medicina del XX secolo si
facesse strada, c'erano pochi test diagnostici che potevano essere fatti
su di un corpo per assicurarsi che fosse realmente morto, ed era molto
facile che una persona in catalessi venisse dichiarata prematuramente
morta, quindi era molto probabile che corpi creduti morti venissero
sotterrati quando in realtà morti non erano affatto. Immaginatevi cosa
poteva succedere una volta che la persona fosse uscita dalla catalessi...
Molti miti possono aver avuto origine da qui.
PORFIRIA
Di tutte le malattie ed i disordini che
possono essere legati la vampirismo, la più bizzarra è di certo la porfiria.
Si tratta di una rara malattia del sangue ereditaria; i suoi sintomi
sono talmente vicini ai miti associati alla moderna concezione di vampirismo
da lasciare sbalorditi.
Un malato di porfiria non è in grado di
produrre eme, componente dell'emoglobina, a sua volta sostanza fondamentale
del sangue. Oggigiorno, questa malattia è curabile con regolari iniezioni
di eme, tuttavia, solo cinquant'anni fa questo trattamento non era praticabile
e la porfiria era sconosciuta. Di conseguenza, un malato di porfiria
mostrava questi sintomi:
- Estrema sensibilità alla luce solare
- Infiammazioni e cicatrici che non guariscono
prontamente
- Eccessiva crescita dei capelli
- Assottigliamento dei tessuti intorno
alle labbra ed alle gengive (cosa che rende i denti più prominenti)
Questa malattia può portare la vittima
ad uscire solamente di notte, per evitare i raggi del sole. Inoltre,
l'aglio, che in soggetti sani stimola la produzione di eme, accentua
i sintomi della porfiria.
Vedere anche l'articolo «Perché i vampiri
temevano aglio e croci».
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 |
| «Perche'
i vampiri temevano aglio e croci»
(da 'Il Mattino'
del 1 novembre 1998)
Wayne
Tikkanen, è questo il nome dell'uomo che forse ha distrutto il romantico
ed orrorifico mito dei vampiri. Professore di chimica alla California
State University di Los Angeles, Tikkanen avrebbe scoperto che vampiri
e lupi mannari altro non erano che malati. Nella Romania e nell'Ungheria
del XVI e XVII secolo i veri mostri furono gli uomini del clero, i giudici
e gli ignoranti che uccisero centinaia di persone che non erano l'incarnazione
del demonio ma semplicemente dei malati di porfiria, una malattia del
sangue che provoca lo sfiguramento dei tratti e fa calare la resistenza
dei tessuti ai raggi ultravioletti. Ecco perchè queste creature bevevano
il sangue degli animali per alleviare il dolore (un rimedio della medicina
popolare allora assai comune) e evitavano la luce del sole.
Quando la malattia è in uno stadio avanzato,
la pelle comincia a scurirsi e si crepa per effetto dei raggi solari.
Le cicatrici si coprono di un anormale quantità di peli, le labbra spaccate
si ritirano scoprendo i denti, il naso si erode e in qualche caso le
dita delle mani si consumano, facendole assomigliare a zampe. In alcuni
casi, la malattia porta alla demenza. Oggi la porfiria, considerata
nella maggior parte dei casi ereditaria, è curabile ma ne sono affetti
circa 100mila persone nel mondo.
La leggenda che vampiri e lupi mannari
emergessero dalle tenebre con la luna piena si giustifica con il fatto
che coloro che soffrivano particolarmente "uscivano solo dopo il
tramonto" per evitare il sole. Giustificato anche il terrore per
l'aglio, perchè negli ammalati esso stimola le tossine contenute nel
sangue facendoli gravemente peggiorare. E la paura di questi "vampiri"
per la croce appare più che comprensibile: i poveretti erano terrorizzati
dal simbolo degli inquisitori, i quali li avrebbero messi al rogo come
agenti di Satana.
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 |
| «In
Russia una donna-vampiro»
(da 'La Repubblica'
del 12 Marzo 1994)
A quanto
pare, è successo davvero. Lo riferisce la Ria (Rossiskoje Informazioinnoje
Agentstvo, nuova denominazione della Novosti dell'era sovietica), lo
ritrasmette la Reuter, l'autorevole agenzia inglese. E' accaduto a Vladivostok,
la "San Francisco" russa, il porto dell'Estremo Oriente, sull'oceano
Pacifico. Una giovane donna ha ucciso a coltellate un poliziotto, poi
ha incollato le labbra al collo della sua vittima e ha bevuto voluttuosamente
il sangue che sgorgava dalle ferite.
L'agenzia non fornisce l'identità della
vittima, nè le circostanze del fatto: si limita a far capire che l'agghiacciante
omicidio è avvenuto durante "una festa", senza dare dettagli
o spiegare cosa ci faccia lì un poliziotto. I partecipanti hanno assistito
in stato di orrore, incapaci di intervenire.
Una testimonianza: "Lei lo ha accoltellato,
e poi ha cominciato a succhiare avidamente il sangue dalle ferite".
Ancora: "Più beveva, più sembrava eccitata". Morale: secondo
i presenti non ci sono dubbi, si è trattato di un attacco compiuto da
un'autentica vampira...
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 |
| Il
fascino discreto del vampiro
di Vittorio
Curtoni
(da 'Urania' 6/93)
"Io
vivo tra piu' paesi, piu' lingue, piu' culture. Mi ritrovo sempre negli
interstizi, nei luoghi di passaggio. E' l'unico modo di agire in questa
vita noiosa."
Traggo queste frasi da un singolare (e
assai interessante) romanzo, Il diario di Dracula di Marin Mincu. Il
Dracula in questione, aggiungero' subito, e' quel Vlad III di Valacchia,
meglio noto come "Vlad l'Impalatore", che aveva ereditato
dal padre il soprannome di "Dracul", cioe' "Demonio";
il personaggio storico dal quale prese le mosse Bram Stoker per creare,
nel 1897, l'immortale capolavoro che e' Dracula.
Dal romanzo di Stoker si e' mossa, in
seguito, una serie di epigoni, piu' o meno motivati, piu' o meno sinceri;
e, con l'avvento del cinematografo, una serie di registi, sino al recente
tentativo di Francis Ford Coppola. E' abbastanza singolare, mi pare,
che il vampiro sia, per definizione, refrattario allo specchio (nel
senso che lo specchio non lo riflette), mentre non e' per nulla refrattario
all'occhio (vitreo) della cinepresa: una malattia vampirica da eccesso
di tecnologia? Un vuoto strutturale dei suoi riflessi neuronici?
Sia come sia, se ancora oggi stiamo a
parlare, disquisire, discettare del vampiro, e' segno evidente che questa
figura possiede un fascino carismatico concesso a non troppi personaggi
del panteon fantastico. Ad esempio, il caro vecchio Frankenstein appare
un po' in ribasso: dopo la sfolgorante stagione delle pellicole targate
Hammer, il buon dottore e la sua creatura non paiono godere di eccessivo
favore popolare. E nemmeno il tentativo di Kenneth Branagh e' riuscito
a riportarlo sulla cresta dell'onda.
E tuttavia, anche se a prima vista non
parrebbe, di cose in comune i due personaggi ne hanno parecchie. A livello
narrativo, sono entrambi discendenti diretti di quel grande, fantasmagorico
carrozzone da circo che e' il romanzo gotico, ideato e concretamente
realizzato da Horace Walpole nel 1764 col suo Il castello d'Otranto.
Nelle vene dei due personaggi principali, poi, scorre sangue blu: Dracula
e' conte, e il dottor Frankenstein e' barone (qualcuno ci aveva mai
fatto caso?). Ma la caratteristica essenziale che accomuna il capostipite
dei vampiri al primo, indimenticabile mostro di laboratorio dell'era
moderna e' la vittoria sulla morte, la resurrezione della carne, in
una forma o nell'altra: piu' eterea, problematica, romanticamente dannata
in Dracula; piu' concreta, materiale, scientifica nel mostro di Frankenstein.
Entrambi incarnano il tema della sfida a Dio, lo spostamento delle leggi
di Natura verso confini che all'uomo non sono concessi; e come sempre
accade a chi ha l'ambizione di prendere il posto del Padreterno (per
lo meno in letteratura, dalla tragedia greca in poi), il prezzo da pagare
e' assai salato. Ma, fortunatamente, le sacre leggi della modernissima
serialita' garantiscono anche una successione interminabile di resurrezioni,
in barba a tutti gli imperativi morali che si possano invocare.
Credo che il vampiro goda ancora oggi,
nell'immaginario collettivo, di maggior fortuna del suo cugino mostro
soprattutto per due motivi. In primo luogo, Dracula e compagni sono
intrinsecamente polivalenti, adattabili a ogni situazione, riproponibili
nei piu' diversi contesti. Come un altro grande archetipo della narrativa
fantastica, i fantasmi, incarnano terrori profondi e onnipresenti, non
limitati agli angusti spazi del laboratorio di uno scienziato piu' o
meno folle. Sono, insomma, una filiazione diretta di strutture fondamentali
della paura umana; e se nessuno puo' negare che, specialmente oggi,
scienza e tecnologia occupino un posto di rilievo all'interno di questa
paura, e' altrettanto innegabile che il timore che si prova di fronte
all'irrazionale, al metafisico, ha un impatto ben piu' profondo di quello
generato dal razionale. I narratori dei nostri giorni lo hanno capito
molto bene; tanto che uno dei romanzi dai quali ha preso avvio la sottocorrente
dello splatterpunk e', guarda caso, Vampire Junction di S. P. Somtow,
apparso in America nel 1984.
Secondariamente, in un mondo come il nostro;
un mondo in cui gli eccessi nutritivi sono banditi come peccaminosi
dalla coscienza sociale; un mondo in cui stare a dieta, essere agili
e scattanti, liberarsi dei chili superflui, e' considerato un preciso
dovere civico per chiunque; in questo mondo, Dracula puo' permettersi
di abbuffarsi di sangue a piacere, senza alcuna limitazione. E' vero,
come mi ha recentemente fatto notare un amico, che i Dracula della narrativa
e del cinema sono vampiri snelli, prestanti, dalla figura asciutta;
ed e' anche vero che mangiano pochissimo, anzi non mangiano per niente;
ma quanto sangue bevono! Se ne ingozzano con un'avidita', con una carnale
soddisfazione che non ha pari nella realta'. E se, com'e' ampiamente
dimostrato, il sangue riveste presso tante culture, presso civilta'
che sembrerebbero agli antipodi l'una dell'altra, il significato di
"cibo primario", c'e' da stupirsi se Dracula e' un eroe dei
tempi moderni? Deve possedere un metabolismo invidiabile: con tutto
quello che mangia (o beve, come preferite), non ingrassa mai; e' sempre
in forma, ma non deve mai stare a dieta... Il sogno del ghiottone frustrato
dei nostri giorni!
E non parliamo della sua ovvia, intrinseca,
carica di sex appeal; il fascino che esercita sulle signore e' sin troppo
noto. E' splendida intuizione del mito del vampiro l'avere fuso il piacere
della nutrizione col piacere del sesso, facendone un tutto unico che
rimanda direttamente il lettore, o lo spettatore, ai godimenti fetali
del grembo materno e a quelli successivi del seno materno. Stati di
felicita', questi, che la condizione di adulto non concede a nessuno,
ma che tutti, presumo, rimpiangiamo; e che nell'immagine del non morto
trovano una loro, per quanto macabra, realizzazione.
Lunga vita, dunque, a Dracula! Lunga vita
a chi, da un lato, incarna senza dubbio il perturbante freudiano, l'inquietudine
dell'inconscio che riemerge in superficie, il terrore atavico della
morte; e, dall'altro, si propone come modello di assoluta soddisfazione
dei sensi (almeno finche' un paletto acuminato, una croce o una spruzzata
di acqua benedetta non intervengano a chiudere per sempre questo arcano
stato di beatitudine). Ridotto all'osso, il fascino discreto del vampiro
sta proprio in questo: nella duplicita' di una vita beatifica e primordiale
che in realta' e' morte; nelle due facce cosi' opposte, ma cosi' perfettamente
complementari, della parabola nascita-vita- morte che e' tipica di ogni
essere umano.
E se per trascendere questa parabola,
per arrivare all'inquieta pace dell'immortalita', dobbiamo avvolgerci
in un mantello nero, dormire in una bara imbottita di terra, uscire
solo di notte e morsicare qualche collo... Be', e' sempre meglio che
marcire sotto una pietra tombale, no?
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