Frammenti del
"De Nosferatu Misteriis"
Compendio della 'Van Helsing Vampiric Society'
(da 'Excalibur' 11/93)

 Nosferatu, Non-Morto. Queste due semplici parole ci rivelano un terribile segreto, un mistero che è sempre rimasto celato agli occhi della gente comune e dei ricercatori scientifici per il solo fatto di essere privo di una spiegazione. Ma se accettiamo con umiltà di riconoscere la limitatezza di ciò che possiamo comprendere e la vastità dei fenomeni ancora sconosciuti, dal mesmerismo all'ipnosi ai campi elettromagnetici, allora non possiamo negare le testimonianze e le paure tramandate dalla storia e dalla cultura di antiche popolazioni e di villaggi conservatisi all'ombra dello accecante progresso scientifico.
     Signori miei, io vi dico che nelle regioni più sperdute del globo è ancora vivo il terrore suscitato da un'eventualità apparentemente scartata a priori dalla nostra vita razional-quotidiana: che la morte possa non coincidere con il riposo eterno, né fisico, né spirituale, che possa sconfinare in una sorta di abominevole esistenza, che la "morte" possa essere la condizione di "vita" di anime dannate e assetate di sangue.
     E' giunto il momento, signori miei, che la ragione e la scienza intraprendano lo studio dell'occulto, perché questo mondo tenebroso possa essere rischiarato dalla luce della conoscenza e l'uomo possa combattere le forze che, nascoste nelle zone d'ombra delle nostre dottrine, tramano contro la nostra vita. Solo se sarà possibile superare il pregiudizio di non-scientificità di queste manifestazioni, l'umanità potrà sconfiggere quella che potrebbe diventare la malattia del ventesimo secolo: una malattia che sfugge all'indagine medica, mascherandosi per una forma di anemia aggravata, un contagio che perseguita le proprie vittime oltre la tomba... il vampirismo.
     Questo breve trattato, per nulla esaustivo, cerca di illustrare le numerose manifestazione di questa terribile malattia, con l'intento di fornire i mezzi necessari per eliminare queste orrende creature che si nutrono di sangue. Il materiale qui esposto è stato raccolto dopo la drammatica esperienza che ha visto il sottoscritto e quattro valorosi compagni (Harker, Morris, Holmwood e Seward) fronteggiare uno dei più temibili vampiri della storia, che ha infestato il nostro mondo per oltre quattrocento anni: il Conte Dracula.
     Alla memoria di Quincey Morris, deceduto nello scontro finale presso la dimora del Conte in Transilvania.


Il Nosferatu
     I vampiri sono creature della tenebre che si nutrono di sangue umano; vivono fuori della grazia di Dio e sono quasi immortali. Essi sono in una condizione di "morte eterna" e quindi vengono tormentati da una insaziabile sete di tutto ciò che rappresenta la vita e la passione li ha condotti a rinnegare il Signore: infatti i Non-Morti devono andare avanti, all'infinito, a nutrirsi del sangue dei vivi.
     Il Nosferatu è simile ad un "cadavere" pervaso da un'anima dannata che, per i motivi che saranno spiegati sotto, non ha potuto separarsi dal corpo al momento della morte. Il suo corpo è in uno stato di sospensione: il cuore ha cessato di battere, ma gli organi e le membra sono preservate dalla decomposizione. In realtà, generalmente, i vampiri possono conservarsi illimitatamente solo se dormono nella loro dimora (spesso in un feretro).
     Devono riposare sulla terra consacrata della loro patria per conservare i loro poteri nefasti, ma per compiere attività faticose (soprattutto rimanere desti durante il giorno o essere esposti alla luce del sole) hanno bisogno di nutrirsi di sangue umano.
     I vampiri hanno numerose abilità magiche, che però variano da esemplare a esemplare; le più comuni sono la capacità di trasformarsi in pipistrello e/o lupo, lo sguardo ipnotico, il controllo delle creature malvagie (specialmente topi, pipistrelli e lupi), l'abilità di vaporizzarsi in una nube di fumo, la padronanza di alcuni fenomeni atmosferici e numerosi poteri mentali.
Accanto a queste capacità, che li rendono avversari formidabili, i vampiri hanno anche diversi punti deboli. Il contatto con l'acqua santa o altri oggetti consacrati (come le Ostie) provoca loro gravi ustioni; odiano la luce del giorno, che li indebolisce notevolmente, aborriscono l'aglio, tutti i simboli religiosi e gli specchi (nei quali non si riflette la loro immagine).
     Il loro corpo può essere ferito solo parzialmente, e se riesce a riposare nel suo sepolcro è in grado di rigenerare completamente i tessuti danneggiati. Ma se si riesce a immobilizzarlo o stordirlo, allora è possibile distruggerlo. Per eliminare definitivamente un vampiro è infatti necessario conficcare un paletto di legno nel suo cuore e quindi decapitare il mostro; e quando sarà dato riposo al Non-Morto, allora giungerà per lui la benedizione più grande, giacché la sua povera anima sarà nuovamente libera.
     Altre proprietà dei vampiri sono più controverse; esistono diverse specie di questi mostri e ognuna di esse ha le sue peculiarità. Alcuni vampiri non possono attraversare corsi d'acqua e vengono distrutti se immersi nell'acqua corrente, mentre i più deboli di questi figli della notte si inceneriscono al sole.


Il contagio del vampiro
     Come si diventa vampiri? Vi sono due modi: attraverso un rito satanico, un individuo dotato di un'immensa forza di volontà, animato da una violentissima passione e determinato a superare la barriera della morte, può rinnegare Dio, consacrarsi alle potenze delle tenebre e diventare un Nosferatu. Ma non tutti sono abbastanza forti e abbastanza folli da fare una cosa simile. In questo modo nascono i vampiri eccezionali, come il Conte Dracula: costui era, durante la vita, un uomo straordinario. Soldato, uomo di stato, alchimista... il culmine dello sviluppo della scienza ai suoi tempi. Il suo cuore fu tanto forte da sopravvivere alla tomba.
     Ma il vampirismo può essere trasmesso in un altro modo... è molto contagioso. In questo senso, esso è una malattia mostruosa che può espandersi a macchia d'olio e che deve essere stroncata sul nascere, prima che sia troppo tardi.
     Chiunque venga morso da un vampiro è soggetto ad uno shock molto intenso: infatti il nosferatu ha la capacità di ammaliare le sue vittime e, stringendo con loro un contatto empatico, è talvolta in grado di controllarle. E se colui che è stato morso da un vampiro dovesse bere il sangue del mostro, allora il suo destino sarebbe segnato. Il contagio sarebbe contratto; la vittima inizierà a mostrare una forte forma di anemia, senza che si riesca ad individuare alcuna perdita di sangue, e sarà preda di incubi ed allucinazioni. Si vedranno solo le due piccole ferite alla gola -il sigillo del vampiro!- dove è stata morsa dal nosferatu, ma anche questi piccoli segni sono presto destinati a scomparire. Dopo alcuni giorni sopraggiungerà la morte del corpo: a questo punto, se il vampiro che ha causato il contagio non è ancora stato distrutto, la disgraziata vittima diventerà un nosferatu, anch'esso assetato di sangue umano...
     L'unico modo di interrompere il processo di vampirizzazione consiste nel distruggere la creatura che ha infettato il sangue della povera vittima, mentre la vita dello sventurato può essere prolungata con trasfusioni di sangue.


Equipaggiamento
     Oltre all'equipaggiamento normale, è bene non scordarsi quanto segue.
Se si fronteggiano vampiri generici, sono essenziali per la difesa personale crocefissi, altri simboli religiosi ed un breviario. Si ricordi la loro avversione per l'aglio (che è utilizzabile soprattutto per proteggere le stanze) e l'allergia all'acqua santa. Quest'ultima, oltre ad essere un'efficace arma offensiva, è indispensabile per consacrare ed esorcizzare oggetti e luoghi (in particolare, la terra natìa del Non-Morto, se aspersa con acqua santa, perde la capacità di ristorare e conservare il corpo del vampiro).
     Per l'eliminazione dei vampiri è necessario avere un paletto di legno (preferibilmente frassino) e armi da taglio abbastanza grosse da poter recidere la testa del mostro. Pale, picconi e vanghe sono sempre utili, visto che i vampiri riposano spesso in bare e nella terra (non sono da escludersi indagini nei cimiteri). Il medico del gruppo dovrebbe poi portare con se il necessario per effettuare trasfusioni di sangue.


Procedure tattiche
     Nell'affrontare questo delicato argomento, mi sono sempre posto nella mente di colui o coloro che hanno ricevuto da Dio il sommo incarico di tentare di combattere la piaga nefanda e oscura del vampirismo nel mondo.
     Alcuni miei colleghi (in realtà sono pochi i medici che, come me, hanno una particolare attitudine a studiare con "scientificità" i fenomeni occulti e il vampirismo in genere) sono concordi che per affrontare queste creature della notte (anche se rapporti frammentari ci parlano di esseri avvistati in Cina, India e sud-est asiatico che sono liberi di circolare anche alla luce del sole) è necessario partire con una profonda fede nella vittoria e soprattutto ben equipaggiati contro l'orrore che si va ad affrontare.
     Voi che leggete, e che forse non avete mai sentito il freddo artiglio di un essere delle tenebre sulla vostra gola, o udito un battito di ali viscide sorvolare il vostro accampamento notturno, non potete immaginare quanto siano importanti la strategia e la tattica da impiegare contro coloro che dimorano sul limite della vita e dell'eterna morte.
     Ma non sconfortatevi... noi siamo benedetti dalla luce, siamo coloro che vivono nell'aria limpida e serena del giorno, coloro che le ombre e la notte odiano, ed è da questo loro odio che noi traiamo la forza per combatterli e distruggerli.
     L'esperienza che io e i miei valorosi compagni abbiamo vissuto alle pendici della dimora del malvagio Conte Dracula ci ha fatto comprendere quanto sia importante avvertire il mondo della minaccia che lo sta pervadendo in ogni sua parte, aiutando con queste modeste righe altri investigatori a sopravvivere alla dannazione eterna.
     A questo proposito innanzitutto è importante specificare alcuni dettagli. Sebbene sia molto difficile definire il colore degli occhi di un vampiro (per poterlo identificare anche nella sua forma umana), certe leggende slave affermano che alcune di queste creature hanno gli occhi che lampeggiano come braci di un fuoco quando si avvicina l'imbrunire, mentre per alcuni colleghi greci i loro occhi sono azzurri o verdi e diventano completamente bianchi prima di attaccare la propria vittima. Le unghie si allungano fino al punto di trasformarsi in artigli affilati come rasoi, il corpo so ricopre di peli e i denti si allungano pronti a lacerare le carni.
     Se in una regione si manifesta dunque un'epidemia di vampirismo rappresentata da morti a catena, il primo problema sarà quello di identificare la persona responsabile. E' logico desumere che se qualcuno asserisce di aver ricevuto nottetempo la visita di un revenente conosciuto, il problema è già parzialmente risolto, limitandosi al controllo dello stato del "defunto".
     In mancanza di ciò, si cercherà di risalire agli inizi del fenomeno, esplorando la regione, raccogliendo informazioni dagli indigeni, parlando con i sacerdoti o i religiosi della più vicina, ipotizzando circa le morti di poco precedenti l'apparizione dei fatti lamentati; oppure, come è stato già fatto notare più volte da altri dotti colleghi, si procederà a una massiccia riesumazione del cimitero/i locali ispezionando diversi cadaveri alla ricerca del sospetto, che senz'altro apparirà in ottimo stato di conservazione.
     In Albania, per esempio, ricordo che per individuare la tomba di un vampiro abbiamo ricorso (allora eravamo poco attrezzati!) all'intervento di un provvidenziale esorcista-stregone, l'unico in grado di "vedere" con gli occhi della mente una pallida luce ondeggiare sopra in terreno dov'era sepolto il mostro.
     Un'altra procedura tattica per l'identificazione è quella di prendere un puledro, facendolo in seguito camminare nel cimitero: nella tomba su cui si arresterà sarà senz'altro sepolto un vampiro (esiste però la possibilità di errore nel caso di una creatura vampirica di stirpe non europea).
     Un'altra variante di questo sistema in uso in Valacchia è stata descritta dal gesuita Dom Calmet nei termini che riporteremo qui di seguito, estratti da un suo libro custodito presso Città del Vaticano:
     "...si trova una o un giovane che si possa credere ancora vergine. Lo si fa montare a bisdosso sul puledro che non si è mai accoppiato e di pelo nero, e lo si fa passeggiare nel cimitero o nell'area incriminata, sopra tutte le sepolture; quella su cui l'animale farà grande resistenza, quasi terrorizzato, indicherà il luogo. Scavando e scoperchiando la bara vi si troverà un cadavere tanto carnuto e bello come se stesse dormendo!"
     Una volta individuato il vampiro, il problema che si pone è quello di stabilire la natura del suo stato, ossia vedere se si tratti di un vero nosferatu o di un posseduto da qualche forza demoniaca esterna al nostro mondo. In quest'ultimo caso, un'azione nei confronti del cadavere sarebbe considerata inopportuna almeno per due motivi da me osservati in due occasioni: in primo luogo perché il cadavere, non avendone colpa, subirebbe un'immotivata profanazione (decapitazione e successivo smembramento) e in seconda istanza perché uno spirito maligno non è particolarmente sensibile alle mutilazioni o alla violenza.
     Si dovrà preferire pertanto in un primo momento la neutralizzazione del vampiro mediante esorcismo (acqua santa in bottigliette, una per ciascun componente del gruppo), "vincolandolo" alla tomba e impedendogli in questo modo di uscire durante la notte e colpire altre vittime.
     Se invece si è in presenza di un vampiro vero e proprio (e quindi non di un posseduto) sarà bene conficcargli con forza il paletto di frassino precedentemente appuntito nel cuore, in modo da farlo fuoriuscire dalla schiena e inchiodarlo alla bara o al terreno.
     Non fatevi intimidire dall'urlo che il mostro lancerà nell'aria, dagli spruzzi di sangue e liquidi umorali che sputerà contro di voi e i vostri compagni: RESISTETE A QUESTO INFERNO!
     Procedete in seguito come indicato: con affilati coltelli, recidete di netto la testa della creatura (per alcuni vampiri polacchi e russi è necessario smembrare tutto il cadavere e dissolverlo nell'acido) e separatela dal corpo, gettandola nel fuoco.
     Se volete immobilizzarlo prima di questa procedura, sappiate che i Serbi utilizzano dei rami di biancospino che vengono deposti sul corpo del vampiro, "inchiodandolo" simbolicamente alla bara o al terreno su cui giace.
     Anche la religione e la fede possono essere dispensatrici di armi e protezione. Recitate al calar del sole, poco prima di entrare nel regno del vampiro, i salmi appartenenti al testo "In Manus Tuas Domine", che sprigiona un'aura di positività e pace, respingendo come luce il buio che si avvicina.
     Infine, un'altra tecnica da me sperimentata e quella della protezione individuale e dei propri compagni quando ci si trova faccia a faccia con il vampiro. Può accadere di viaggiare per giorni e giorni in terre solitarie, lontano da luoghi civili, alla mercé delle forze oscure.
     Accampandosi di notte, è consigliabile per gli investigatori portare con sé una certa quantità di Ostie consacrate, che verranno in seguito sbriciolate e trasformate in polvere bianca finissima, da spargere in un cerchio al cui interno dimoreranno per la notte gli investigatori. La protezione magica alla creatura e ai suoi servitori di attaccare il gruppo (ma consiglio in ogni caso di stabilire dei turni di guardia!)
     SIATE SEMPRE VIGILI, NON ABBASSATE MAI LA GUARDIA... NON CHIUDETE GLI OCCHI, POTEREBBE ESSERE L'ULTIMA VOLTA...

     Per concludere, un ultimo avvertimento ai coraggiosi che cercheranno di ostacolare questo terribile contagio del demonio: ricordate, se falliamo, non è solo questione di vita o di morte. Diventeremo come loro, predatori dei corpi e delle anime di coloro che amiamo di più.

Abraham Van Helsing

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«Vampiri. Dieci in Italia, 1400 nel mondo»
(da 'La Nazione' di Giovedì 7 novembre 1996)

ROMA-Nella seconda metà del Settecento Voltaire annotava, con gioia, il trionfo della ragione illuminista, che era stata capace di mettere in fuga, per sempre, i vampiri. «Non si sentiva parlare che di loro tra il 1730 e 1735... e adesso nessuno ne trova più». Inutili censori oggi possiamo capire quanto avesse torto. Perché i vampiri non solo ci sono ancora, nella fantasia popolare, ma so no addirittura diventati mito nei panni del conte Dracula e dei suoi emuli antichi e moderni.
     Non poteva mancare un censimento. A firmarlo è stato il "Centro di ricerca sui vampiri" di New York diretto da Stephen Kaplan. Ecco le cifre: 40 vampiri accertati in Canada, 550 negli Stati Uniti e 310 nel resto del mondo. In Italia, dicono gli studiosi, i casi acclarati sono una decina circa. Ed effettivamente qualche traccia del Conte è stata trovata anche qui; nel novembre di due anni fa all'idroscalo di Milano furono individuate tracce di un vero e proprio "banchetto per vampiri". Una tovaglia bianca, tre cuori (di vitello) disposti su tre piattini. In uno erano conficcati due coltelli da cucina, nel secondo un solo coltello, mentre il terzo, più piccolo, era integro e avvolto in un coprifasce bianco da neonato. Al centro, un cero rosso in parte consumato

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«Caro Conte, si stenda sul lettino e racconti»
intervista a Vera Slepoj di Silvia Mastrantonio
(da 'La Nazione' di Giovedì 7 novembre 1996)

ROMA-La luce rischia di ucciderlo, fermarne il cuore è impresa difficile. Perchè batte attraverso i secoli, le epoche, le mode e i costumi. Ma chi è davvero Dracula? «E' il sangue, prima di tutto -risponde la psicologa Vera Slepoj, che non esita a dirsi 'affascinata' dal Conte-. Sangue come elemento di passione e sessualità, sangue come strumento di purificazione. Sangue come ricongiungimento tra la vita e la morte, come circolo vitale».
     Sangue ma anche tenebre...
      «La notte, cioè l'incoscienza, il terrifico, il profondo presente in tutte le culture come le parti oscure di noi, la concezione delle particolarità non spiegabili della natura. E Dracula vive di notte portando con sè tutto questo. Non potrebbe diventare mito se non avesse fortissimi legami con il rito».
     Un mito negativo?
     «E' il tormento e insieme la paura. Il suo tormento di dover vivere per sempre è il nostro tormento tra la felicità e l'infelicità, la ricerca di una spiegazione sulla fine delle cose, sulla nostra fine e sulle origini delle passioni. Ci permette di fantasticare di una vita che non si interrompe, ci regala l'immortalità seppure nell'oscurità della notte. Ci offre la possibilità di elaborare le nostre angosce più profonde che toccano le 'parti oscure' di noi, le nostre pulsioni, la paura del futuro».
     Ma resta un modello deviante...
     «Non è un personaggio liberatorio, ma angosciante, che però associa un elemento profondamente passionale legato al bacio, al morso. Anche qui un simbolo dell'atto sessuale».
     Tanti simboli l'hanno consegnato davvero all'immortalità?
     «E' il trionfo del nostro desiderio di immortalità. Passano i secoli ma il bisogno di spiritualità dell'uomo, di contenitori ideali che giustifichino e spieghino il 'dopo', resta»

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Differenti tipi di vampiri

ADZE

Si tratta di uno spirito vampiro presente nella magia tribale degli Ewe, popolo africano abitante nel sud-est del Ghana e nel sud del Togo. L'Adze si aggira sotto forma di mosca ma, se catturato, si trasforma in umano. Beve sangue, olio di palma e latte di cocco ed uccide i bambini, soprattutto quelli di bell'aspetto.

ALGUL
E' un vampiro arabo, il cui nome significa 'sanguisuga'. Questo genere di vampiro è tradizionalmente un demone femminile che si nutre di sangue di bambini e vive nei cimiteri.

ALP
Spirito vampiro tedesco associato con l'Incubus che di norma tormenta le notti ed i sogni delle donne; la manifestazione fisica di queste creature può essere assai pericolosa. L'Alp è considerato maschio, a volte è considerato come lo spirito di un parente morto di recente, ma, più di frequente, è un demone reale. Durante il medioevo, l'Alp era visto apparire sotto forma di gatto, maiale, uccello o altri animali, ed in tutte le sue manifestazioni portava un cappello. Questo spirito può quindi volare come un uccello, galoppare come un cavallo ed è dotato di un atteggiamento valoroso, che lo porta raramente ad uccidere. L'Alp succhia sangue dai capezzoli degli uomini e dei bambini, ma preferisce il latte delle donne. Essendo coinvolto nelle paure della mente e del sonno, l'Alp è virtualmente impossibile da uccidere.

ASANBOSAM
Vampiro africano, conosciuto presso gli Ashanti del sud del Ghana e dalle popolazioni nelle aree della Costa d'Avorio e del Togo. L'Asanbosam risiede nelle foreste, dove spesso viene incontrato dai cacciatori. Generalmente ha aspetto umano, ma con due eccezioni: ha denti d'acciaio ed ha uncini al posto dei piedi. Generalmente morde le sue vittime sul pollice.

ASWANG
Vampiro delle Filippine, durante il giorno si presenta come una bellissima donna e come uno spaventoso demone volante di notte. L'Aswang può perciò vivere una vita normale durante le ore diurne, ma di notte viene guidato nelle case delle vittime da stormi di uccelli notturni. Il suo nutrimento è sempre il sangue, e di norma preferisce i bambini; la creatura è riconoscibile dall'aspetto gonfio che assume dopo essersi nutrita, facendola sembrare incinta. Si dice che se l'Aswang sfiora l'ombra di qualcuno, questi morirà entro breve.

AZETO
Nelle credenze voodoo di Haiti, è un malvagio Loa (spirito dei morti) vampiro sia maschile che femminile.

BAITAL
E' una razza vampira indiana di individui mezzi umani mezzi pipistrelli alti un metro e mezzo.

BAJANG
E' un vampiro della Malesia, considerato maschile, che si presenta come un gatto e di norma assale i bambini. Il Bajang può essere ridotto in schiavitù e trasformato in un demone servitore, ed è spesso tramandato da una generazione all'altra all'interno di una famiglia. E' rinchiuso in un tabong (un vaso di bambù) protetto da vari incantesimi. Quando è imprigionato, viene nutrito con uova e si rivolterà al suo padrone se non provvisto a sufficienza di cibo. Il padrone di tale demone può liberarlo per scagliarlo contro un nemico, che generalmente muore di lì a poco di un male misterioso. Secondo le tradizioni, il Bajang proviene dal corpo di un bambino nato morto.

BAOBHAM SITH
E' una malvagia fata scozzese; appare come una bellissima giovane donna che danza con gli uomini per poi ucciderli e cibarsi di loro. Può essere uccisa con acciaio freddo.

BEBARLANGS
Tribù delle Filippine i cui membri praticano una sorta di vampirismo psichico. Costoro rilasciano dei corpi astrali che si nutrono della forza e della vitalità degli individui.

BHUTA
Un vampiro dell'India, che di norma viene generato in seguito alla morte violenta di una persona. I Bhuta vivono nei cimiteri o in luoghi scuri e desolati, e si nutrono di escrementi (!!!) e di interiora.

BRAHMAPARUSH
Un altro vampiro indiano. Questa creatura beve il sangue della vittima attraverso il suo teschio, estrae il cervello per cibarsene ed infine gli strappa via l'intestino per avvolgerselo intorno al corpo per praticare una danza rituale.

CAMAZOTZ
Nella mitologia Maya, è una divinità pipistrello vampiro dei Quiche del Guatemala. E' spesso rappresentato con un coltello sacrificale in una mano e la sua vittima nell'altra.

CH'LANG SHIH
In Cina ci sono vampiri come le creature chiamate Ch'lang Shih, che si manifestano quando un gatto salta sul corpo di una persona morta. Questi esseri sono lividi in volto e possono uccidere con un respiro velenoso oltre che succhiando il sangue. Se si trovano di fronte ad un mucchio di riso, devono contare i chicchi prima di proseguire.

CHONCHON
Nel folklore degli indiani Araucaniani del Cile, è un vampiro con testa umana ed enormi orecchie che usa come ali per volare cercando la sua preda.

DEARG-DUE
In Irlanda molti Druidi parlano di Dearg-Dues che devono essere uccisi costruendo un cumulo di pietre sopra la tomba. I Dearg-Dues non possono cambiare forma.

EKIMINU
Gli Ekiminu sono spiriti (mezzi fantasmi mezzi vampiri) causati da una sepoltura impropria. Sono naturalmente invisibili e sono in grado di possedere gli umani. Possono essere distrutti da armi di legno o tramite esorcismo.

KATHAKANO
Il vampiro Kathakano è molto simile all'originale, ma può essere ucciso solo tagliandogli la testa e bollendola nell'aceto.

KRVOPIJAC
Vampiri bulgari noti anche come Obours. Appaiono come normali vampiri ma hanno una sola narice e la lingua a punta. Possono essere immobilizzati mettendo delle rose intorno alla loro tomba. Possono essere distrutti facendo accendere su di esse un falò.

LAMIA
I Lamia erano conosciuti nell'antica Roma e in Grecia. Erano per lo più vampiri donna, che apparivano in forma metà umana metà animale (di solito la parte bassa del corpo era un serpente). Mangiavano il corpo delle loro vittime e bevevano il loro sangue. I Lamia possono essere attaccati ed uccisi con armi comuni.

NOSFERATU

Letteralmente: "non-morto". Un altro nome del vampiro originale.

PENANNGGA LAN
Nella mitologia Maya, era una donna morta di parto divenuta per questo un vampiro, che ritornava per tormentare i piccoli bambini con il suo orribile volto e le interiora a penzoloni.

RAKSHASA
Stregone e vampiro indiano. Appare come un umano con caratteristiche animali (artigli, zanne, occhi felini, etc...) o animale con caratteristiche umane (piedi, mani, naso, etc...). La parte animale è spesso una tigre. Mangiano la carne e bevono il sangue. Possono essere distrutti dal fuoco, dalla luce solare o tramite esorcismo.

STRIGOIUL
Vampiro rumeno simile all'originale, che attacca in gruppo. Può essere ucciso mettendogli dell'aglio in bocca od asportandogli il cuore.

SUCCUBUS
Questo è un tipo di vampiro meno conosciuto. Il modo in cui generalmente si nutrono è avendo rapporti sessuali con le loro vittime, sfinendole, quindi nutrendosi dell'energia rilasciata durante il rapporto. Spesso entrano nelle case con l'aspetto di altre persone, e visitano più di una volta le loro vittime, che vivono la visita come un sogno. Una versione maschile del Succubus è l'Incubus.

UPIERCZI
Questi vampiri sono originari della Polonia e della Russia e sono anche chiamati Viesczy. Hanno un pungiglione sotto la lingua al posto delle zanne. Sono attivi da mezzogiorno a mezzanotte e possono essere distrutti solo dal fuoco. Una volta bruciati, il corpo esplode dando origine a centinaia di piccoli, disgustosi animali (vermi, ratti, etc...). Se qualcuna di queste creature fugge, allora fuggirà anche l'Upierczi e tornerà per cercare vendetta.

VLOKOSLAK
Sono vampiri serbi detti anche Mulos. Di solito appaiono come persone vestite di bianco, attivi giorno e notte e possono assumere la forma di un cavallo o di una pecora. Mangiano le loro vittime e bevono il loro sangue. Possono essere uccisi tagliando via i loro alluci o infilando un chiodo attraverso il loro collo.

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Cos'e' un vampiro?

 Cos'è un vampiro? Come lo si può definire? Da dove si può cominciare per descrivere ciò che è senza forma e la cui storia conduce all'inizio dell'umanità? Queste domande hanno tormentato le menti dei vampirologi e dei fanatici dei vampiri in generale per decenni.

E' Dracula la risposta alla domanda?

     Forse una domanda migliore a cui rispondere potrebbe essere: a quale Dracula ci stiamo riferendo?
     Dracula è di certo uno dei più amati personaggi nella storia dei vampiri. Di sicuro nessun altro vampiro si è guadagnato tanta fama mondiale quanto lui. Dalle pubblicità degli occhiali da sole ai personaggi della tv per ragazzi, Dracula è diventato un nome familiare, un sinonimo di vampiro come 'Kleenex' lo è di fazzoletto.
     Ma anche all'intero del personaggio di Dracula, ci sono anomalie e contraddizioni. Il personaggio originale che Bram Stoker creò nel suo romanzo era descritto come "un vecchio di alta statura, accuratamente sbarbato e con lunghi baffi bianchi" le cui "orecchie erano pallide e molto appuntite nella parte superiore" e che, cosa che fa trasalire Harker, aveva "peli sul palmo della mano. Le unghie erano lunghe e strette, e tagliate a punta." Il romanzo inoltre menziona l'abilità che Dracula ha di trasformarsi in pipistrello o in nebbia, secondo la sua volontà. Il Dracula di Stoker era anche vulnerabile nei confronti di simboli Cristiani e pagani, inclusi acqua santa e aglio.
     L'industria cinematografica ha ritratto Dracula in molti modi differenti, in ogni caso. Nel 1931, la Universal Pictures ingaggio l'attore ungherese Bela Lugosi per il ruolo di Dracula. Il suo aspetto elegante ed aristoratico era piuttosto lontano da quello del mostro peloso e con le orecchie a punta del romanzo di Stoker. Ogni film di Dracula, in questo periodo, ebbe il suo personale approccio con il personaggio. Ogni Dracula era diverso dal precedente, ed ognuno aveva le sue caratteristiche fisiche e vampiriche.
     E' difficile, in conclusione, definire il vampiro attraverso il suo più famoso rappresentante, Dracula. Il vampiro è dunque un aristocratico? Possiede l'abilità di trasformarsi in pipistrello o in nebbia? Si può ferire o addirittura uccidere un vampiro con una croce o dell'aglio?

Che dire di Lestat, allora?

     Ah, Lestat, intrepido principe del regno dei vampiri. Questo amato personaggio creato dalla scrittrice Anne Rice ha conquistato di colpo le nuove generazioni di fan dei vampiri nello stesso modo in cui Dracula fece tanti anni fa. Lestat è un vampiro adatto a questo laico ventesimo secolo - è immune ai simboli cristiani (croci ed acqua santa) così come a quelli pagani (aglio e paletti di frassino). L'unica cosa che può ucciderlo è la luce del sole, e forse neanche quella, in fondo, sarebbe sufficiente. Portando la visione cinematografica romanticizzata del vampiro un passo avanti, i vampiri della Rice non sono soltanto socialmente accettabili nel loro aspetto fisico: sono magnifici. La loro bellezza androgina è una delle cose che li definisce sia come razza che come individui.
     Sebbene i vampiri della Rice non possano cambiar forma, essi possono volare e lasciare i loro corpi. Ciò significa forse che dobbiamo estendere la definizione di vampiro per includere l'abilità di volare e la paura della luce? Cosa dire della loro bellezza, in netto contrasto con il personaggio con le orecchie a punta e le mani pelose del romanzo di Stoker?

     La risposta, si deduce, deve essere nella storia, quando ci si dimentica della finzione letteraria e le sue idea e ci si concentra sulla verità.
     Ciò non è necessariamente vero, come vedremo. La storia ci descrive vampiri di ogni sorta, e anche coloro che spendono le loro vite alla ricerca della verità hanno differenti opinioni.
     La mitologia ed il folklore in generale non parlano di luce solare o mani pelose. Alcuni miti vampirici che sono sopravvissuti fino ai giorni nostri non parlano nemmeno di esseri che bevono sangue. La maggior parte delle storie sui vampiri non menzionano la loro capacità di volare. Ogni sorta di metodo pagano per scacciare il vampiro sopravvive nei libri di storia; tutto, dall'aglio ai piccoli semi, alle corde con centinaia di nodi, alle falci ed ai paletti di legno, veniva usato centinaia di anni fa per difendersi, confondere od uccidere un vampiro. Ma raramente la luce del giorno era citata come metodo per annientare un vampiro.
     Ma chi, oggigiorno, non ha l'idea del vampiro che urla e si dissolve sotto i raggi del sole?
     Il vampiro stesso prende tante forme nei libri di storia quante sono le storie da raccontare; donne che uccidono i bambini per vendetta, vicini morti che terrorizzano i loro concittadini, preti e borghesi, soldati e stranieri. Alcuni sono pallidi, ma molti sono scuri. Molte storie narrano di vampiri che rigenerano la loro pelle, o hanno unghie lunghissime.

Cos'è, allora, un vampiro?

     Nel suo studio 'Vampires Among Us' (1991), Rosemary Ellen Guiley usa un termine per i vampiri "reali" che può essere applicato al genere nel suo insieme. Il termine è "Vampire Reality"; ciò significa che i vampiri sono ciò che la gente crede che loro siano. Per il contadino del medioevo, il vampiro era un terribile revenant portatore di morte e malattia sia nel piccolo villaggio che nella grande città. Per il britannico dell'era vittoriana, un vampiro era un personaggio ripugnante e da brividi protagonista di romanzi e spettacoli. Per molti, il vampiro è una sensuale, aristocratica immagine dalla quale si sentono stranamente attratti.

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La morte ed il vampiro

Il vampiro si è ormai stabilito come una potente icona nella nostra cultura. Molti sono tentati di credere che il potere e la popolarità dell'essere dai lunghi canini sia riconducibile semplicemente al nostro collettivo amore per il pericolo.
     Certo, il vampiro è pericoloso. In ogni caso, poche creature ispirano il tipo di devozione che troviamo nei seguaci dei vampiri. Poche persone sono affascinate dal mostro di Frankenstein come lo sono dalle creature della notte.
     Concordo pienamente con la "teoria del pericolo" come spiegazione per la natura che pervade l'horror in generale, ma sono portato a pensare che le ragioni che stanno dietro alla lunga storia del vampiro abbiano più a che fare con la più universale e potente delle paure umane: la paura della morte.
     Da un punto di vista folkloristico, il vampiro può essere servito come spiegazione mitica per un processo che storicamente poche culture capirono. La morte è sempre stata un mistero, ma mai così tanto quanto lo fu prima degli sviluppi della scienza e della medicina di questo secolo.
     Gli uomini hanno sempre cercato di capire il mondo intorno a loro; la nostra sete e capacità di imparare sono illimitate. Storicamente, comunque, ciò che non può essere compreso o spiegato è relegato al fertile terreno dal quale nascono miti e superstizioni. Per esempio, quante cose sono "note" come portatrici di cattiva sorte? Uno specchio rotto, camminare sotto una scala, un gatto nero che cui attraversa la strada... e la lista potrebbe proseguire. Alla luce di questi fatti, la presenza del vampiro nel folklore indica che il suo intento potrebbe essere quello di spiegare attraverso la superstizione ciò che non può essere compreso in altri modi: il mistero della morte.
     Nei tempi moderni, la morte è stata meglio compresa, ma non del tutto; le vecchie superstizioni sono sempre dietro l'angolo. La morte ci spaventa ancora più di ogni altra cosa. Non siamo ancora sicuri di cosa accada dopo la morte. Stephen King una volte disse: "La sepoltura è un mistero, ma la morte è un segreto". Oggi come oggi, i media (dai film alla fiction e oltre) sono il riflesso di queste credenze e paure, ed è per questo che la figura del vampiro continua a popolare le nostre menti.
     Il vampiro, per alcuni, è ancora una rappresentazione di una spaventosa verità della nostra esistenza: ogni essere vivente deve morire. Il vampiro ci affascina perché la sua natura è in perfetta antitesi con questa verità. Egli è morto per avere la vita, e la sua stessa esistenza è garantita dalla morte altrui.
     Per altri, il vampiro di oggi rappresenta la capacità che tutti vorremmo avere - l'abilità di ingannare la morte, sconfiggerla e continuare ad esistere. In una visione romantica, egli è immortale, ma nessun'altra creatura sulla terra conosce la morte così intimamente come lui. Che delizioso paradosso.

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Elizabeth, la Contessa sanguinaria

Esistono molte leggende sui vampiri. In ogni caso, esistono anche documenti ufficiali che provano l’esistenza di un’autentica contessa del diciassettesimo secolo, Elizabeth Bathory, considerata la vampiressa più assetata di sangue di tutti i tempi.
     Nata nel 1560 in una delle più antiche e ricche famiglie della Transilvania, Elizabeth Bathory aveva molti parenti potenti - un cardinale, alcuni principi, ed un cugino che era primo ministro d’Ungheria; il più famoso dei Bathory fu Re Steven di Polonia (1575-86).
     Elizabeth sposò il Conte Ferencz Nasdasdy quando aveva appena 15 anni, mentre lui ne aveva 26, e con il quale visse nel Castello Csejthe nella contea di Nyitra, in Ungheria. Il Conte, soprannominato “L’eroe nero di Ungheria” passava molto tempo lontano da casa per combattere; durante le sue ripetute assenze, il servo di Elizabeth, Thorko, la iniziò all’occulto.
     Elizabeth, per un breve periodo, scappò con un’oscuro straniero, ma poi decise di tornare a casa. Fortunatamente il conte la perdonò, ma Elizabeth, tornata al castello, iniziò ad entrare in conflitto con la suocera e, cosa assai più terribile, iniziò a torurare le serve con l’aiuto della sua vecchia balia Iloona Joo.
     Nel 1600 Ferencz morì ed inizò il periodo delle vere atrocità di Elizabeth che, per prima cosa, fece espellere l’odiata suocera dal castello.
     Molto vanitosa ed ormai quarantenne, la contessa iniziava ad essere preoccupata della vecchiaia e della sua perdita di bellezza. Si narra che un giorno una serva, rea di averle tirato i capelli mentre glieli stava acconciando, fu colpita dalla contessa, infuriata, così forte da farla sanguinare; il sangue della giovane cadde sulla mano della contessa che immediatamente pensò che la sua pelle avesse acquisito la freschezza della giovane ragazza attraverso il suo sangue; Elizabeth era sicura di aver scoperto il segreto dell’eterna giovinezza. Con l’aiuto di Thorko e del maggiordomo, la spogliò e la dissanguò, versando il suo sangue in un’enorme vasca, dopodiché si vi si immerse. Furono sue complici anche due fattucchiere, Darvula e Dorottya Szentes.
     Per i successivi 10 anni, i perfidi servitori di Elizabeth la rifornirono costantemente di nuove ragazze per il rituale bagno di sangue, ma una delle vittime, riuscita a scappare, informò le autorità sui terribili fatti che accadevano al Castello Csejthe. Re Mathias di Ungheria ordinò quindi al Conte Cuyorgy Thurzo, cugino di Elizabeth e governatore della provincia, di attaccare il castello. Il 30 dicembre del 1610, le sue truppe assalirono il castello. Quando entrarono, si trovarono di fronte ad uno spettacolo agghiacciante: una ragazza morta nella stanza principale, prosciugata del suo stesso sangue ed un’altra viva ma dal corpo cosparso di fori; nei sotterranei scoprirono molte ragazze imprigionate e, sotto il castello, i corpi di almeno altre 50 ragazze.
     Elizabeth fu arrestata e, l’anno successivo, processata a Bitcse; si rifiutò di dichiararsi colpevole o innocente e non fu mai presente al processo. Di questo processo fu fatta una trascrizione che è sopravvissuta fino ad oggi in Ungheria. Johannes Ujvary, il maggiordomo, testimoniò che circa 37 ragazze erano state assassinate, sei delle quali egli aveva personalmente assunto per lavorare al castello. Le vittime venivano legate e tagliate con forbici e coltelli. A volte erano le deu fattucchiere a torturare le ragazze, a volte la contessa stessa. La vecchia balia di Elizabeth testimoniò che circa 40 ragazze erano state torturate ed uccise.
     Tutte le persone coinvolte negli omicidi, tranne la Contessa Bathory, furono decapitate e cremate escluse le due complici che furono bruciate vive. La Contessa Elizabeth non fu mai condannata per alcun crimine, ma fu ordinato che le porte e le finestre della camera da letto della contessa fossero murate con lei dentro, lasciando solo un foro dal quale far passare il cibo. Re Mathias II chiese la pena di morte per Elizabeth ma, su richiesta del cugino primo ministro, si accordò per un rinvio a tempo indeterminato della sentenza, che in realtà significava una reclusione solitaria a vita.
     Nel 1614, dopo 4 anni di incarcerazione, una della guardie si accorse che la contessa giaceva a terra, immobile. Elizabeth Bathory, la “Contessa sanguinaria”, era morta.
     Ci sono molte connessioni tra i Bathory ed i Dracula: il comandante della spedizione che aiutò Vlad a riconquistare il suo trono nel 1476 era il Principe Steven Bathory; un feudo di Dracula, Castel Fagaras, divenne un possedimento dei Bathory all’epoca di Elizabeth; inoltre, entrambe le famiglie hanno un drago nello stemma di famiglia.

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Vampirismo: una spiegazione medica

Con l'evoluzione del XX secolo, l'uomo razionale si è rivolto alla scienza per spiegare le mitologie che per centinaia di anni hanno pervaso il mondo. Come può un uomo essere scambiato per un vampiro? Come può qualcuno sembrare la vittima di un attacco vampirico? La scienza, talvolta, propone delle risposte che potrebbero stupirvi.


ANEMIA

     Derivante dalla parola greca che significa "mancanza di sangue", l'anemia è una malattia del sangue che comporta un numero molto basso di globuli rossi, necessari per il trasporto dell'ossigeno per tutto il corpo, quindi, quando una persona soffre di anemia, i sintomi sono causati da ossigeno inadeguato. Tali sintomi possono includere:

     - Aspetto pallido
     - Affaticamento
     - Respiro debole
     - Problemi digestivi

     Tre sono le cause principali di anemia: malattia, eredità o grandi perdite di sangue.
     Nel passato, una persona che mostrava questi sintomi poteva essere sospettata di essere stata attaccata da un vampiro. Ancora una volta, il mito si plasma a seconda dei bisogni di chi ci vuol credere. Nei tempi in cui la scienza medica era ancora lontana da alcune scoperte che oggi per noi risultano ovvie, la gente trovava spesso più facile credere che persone vittime di questi mali fossero state attaccate da un vampiro, piuttosto che ammalate.
     Inoltre, sintomi del genere possono aver suggerito ai nostri antenati che la vittima stesse iniziando la sua trasformazione in vamipiro, caratterizzata da un aspetto pallido e da difficoltà nel mangiare.


CATALESSI

     La catalessi è un disordine nervoso che causa una forma di animazione sospesa; questo comporta una perdita di movimento volontario, rigidità dei muscoli e diminuisce la sensibilità verso il calore ed il dolore. Una persona in stato di catalessi può quindi vedere e sentire ma non può muoversi.
     Il respiro, le pulsazioni e tutte le funzioni regolatorie del corpo sono talmente rallentate che ad un primo esame la persona può sembrare morta. Questa condizione può durare da alcuni minuti a giorni interi.
     Prima che la medicina del XX secolo si facesse strada, c'erano pochi test diagnostici che potevano essere fatti su di un corpo per assicurarsi che fosse realmente morto, ed era molto facile che una persona in catalessi venisse dichiarata prematuramente morta, quindi era molto probabile che corpi creduti morti venissero sotterrati quando in realtà morti non erano affatto. Immaginatevi cosa poteva succedere una volta che la persona fosse uscita dalla catalessi... Molti miti possono aver avuto origine da qui.


PORFIRIA

     Di tutte le malattie ed i disordini che possono essere legati la vampirismo, la più bizzarra è di certo la porfiria. Si tratta di una rara malattia del sangue ereditaria; i suoi sintomi sono talmente vicini ai miti associati alla moderna concezione di vampirismo da lasciare sbalorditi.
     Un malato di porfiria non è in grado di produrre eme, componente dell'emoglobina, a sua volta sostanza fondamentale del sangue. Oggigiorno, questa malattia è curabile con regolari iniezioni di eme, tuttavia, solo cinquant'anni fa questo trattamento non era praticabile e la porfiria era sconosciuta. Di conseguenza, un malato di porfiria mostrava questi sintomi:

     - Estrema sensibilità alla luce solare
     - Infiammazioni e cicatrici che non guariscono prontamente
     - Eccessiva crescita dei capelli
     - Assottigliamento dei tessuti intorno alle labbra ed alle gengive (cosa che rende i denti più prominenti)

     Questa malattia può portare la vittima ad uscire solamente di notte, per evitare i raggi del sole. Inoltre, l'aglio, che in soggetti sani stimola la produzione di eme, accentua i sintomi della porfiria.
     Vedere anche l'articolo «Perché i vampiri temevano aglio e croci».

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«Perche' i vampiri temevano aglio e croci»
(da 'Il Mattino' del 1 novembre 1998)

    Wayne Tikkanen, è questo il nome dell'uomo che forse ha distrutto il romantico ed orrorifico mito dei vampiri. Professore di chimica alla California State University di Los Angeles, Tikkanen avrebbe scoperto che vampiri e lupi mannari altro non erano che malati. Nella Romania e nell'Ungheria del XVI e XVII secolo i veri mostri furono gli uomini del clero, i giudici e gli ignoranti che uccisero centinaia di persone che non erano l'incarnazione del demonio ma semplicemente dei malati di porfiria, una malattia del sangue che provoca lo sfiguramento dei tratti e fa calare la resistenza dei tessuti ai raggi ultravioletti. Ecco perchè queste creature bevevano il sangue degli animali per alleviare il dolore (un rimedio della medicina popolare allora assai comune) e evitavano la luce del sole.
     Quando la malattia è in uno stadio avanzato, la pelle comincia a scurirsi e si crepa per effetto dei raggi solari. Le cicatrici si coprono di un anormale quantità di peli, le labbra spaccate si ritirano scoprendo i denti, il naso si erode e in qualche caso le dita delle mani si consumano, facendole assomigliare a zampe. In alcuni casi, la malattia porta alla demenza. Oggi la porfiria, considerata nella maggior parte dei casi ereditaria, è curabile ma ne sono affetti circa 100mila persone nel mondo.
     La leggenda che vampiri e lupi mannari emergessero dalle tenebre con la luna piena si giustifica con il fatto che coloro che soffrivano particolarmente "uscivano solo dopo il tramonto" per evitare il sole. Giustificato anche il terrore per l'aglio, perchè negli ammalati esso stimola le tossine contenute nel sangue facendoli gravemente peggiorare. E la paura di questi "vampiri" per la croce appare più che comprensibile: i poveretti erano terrorizzati dal simbolo degli inquisitori, i quali li avrebbero messi al rogo come agenti di Satana.

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«In Russia una donna-vampiro»
(da 'La Repubblica' del 12 Marzo 1994)

A quanto pare, è successo davvero. Lo riferisce la Ria (Rossiskoje Informazioinnoje Agentstvo, nuova denominazione della Novosti dell'era sovietica), lo ritrasmette la Reuter, l'autorevole agenzia inglese. E' accaduto a Vladivostok, la "San Francisco" russa, il porto dell'Estremo Oriente, sull'oceano Pacifico. Una giovane donna ha ucciso a coltellate un poliziotto, poi ha incollato le labbra al collo della sua vittima e ha bevuto voluttuosamente il sangue che sgorgava dalle ferite.
     L'agenzia non fornisce l'identità della vittima, nè le circostanze del fatto: si limita a far capire che l'agghiacciante omicidio è avvenuto durante "una festa", senza dare dettagli o spiegare cosa ci faccia lì un poliziotto. I partecipanti hanno assistito in stato di orrore, incapaci di intervenire.
     Una testimonianza: "Lei lo ha accoltellato, e poi ha cominciato a succhiare avidamente il sangue dalle ferite". Ancora: "Più beveva, più sembrava eccitata". Morale: secondo i presenti non ci sono dubbi, si è trattato di un attacco compiuto da un'autentica vampira...

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Il fascino discreto del vampiro
di Vittorio Curtoni
(da 'Urania' 6/93)

     "Io vivo tra piu' paesi, piu' lingue, piu' culture. Mi ritrovo sempre negli interstizi, nei luoghi di passaggio. E' l'unico modo di agire in questa vita noiosa."
     Traggo queste frasi da un singolare (e assai interessante) romanzo, Il diario di Dracula di Marin Mincu. Il Dracula in questione, aggiungero' subito, e' quel Vlad III di Valacchia, meglio noto come "Vlad l'Impalatore", che aveva ereditato dal padre il soprannome di "Dracul", cioe' "Demonio"; il personaggio storico dal quale prese le mosse Bram Stoker per creare, nel 1897, l'immortale capolavoro che e' Dracula.
     Dal romanzo di Stoker si e' mossa, in seguito, una serie di epigoni, piu' o meno motivati, piu' o meno sinceri; e, con l'avvento del cinematografo, una serie di registi, sino al recente tentativo di Francis Ford Coppola. E' abbastanza singolare, mi pare, che il vampiro sia, per definizione, refrattario allo specchio (nel senso che lo specchio non lo riflette), mentre non e' per nulla refrattario all'occhio (vitreo) della cinepresa: una malattia vampirica da eccesso di tecnologia? Un vuoto strutturale dei suoi riflessi neuronici?
     Sia come sia, se ancora oggi stiamo a parlare, disquisire, discettare del vampiro, e' segno evidente che questa figura possiede un fascino carismatico concesso a non troppi personaggi del panteon fantastico. Ad esempio, il caro vecchio Frankenstein appare un po' in ribasso: dopo la sfolgorante stagione delle pellicole targate Hammer, il buon dottore e la sua creatura non paiono godere di eccessivo favore popolare. E nemmeno il tentativo di Kenneth Branagh e' riuscito a riportarlo sulla cresta dell'onda.
     E tuttavia, anche se a prima vista non parrebbe, di cose in comune i due personaggi ne hanno parecchie. A livello narrativo, sono entrambi discendenti diretti di quel grande, fantasmagorico carrozzone da circo che e' il romanzo gotico, ideato e concretamente realizzato da Horace Walpole nel 1764 col suo Il castello d'Otranto. Nelle vene dei due personaggi principali, poi, scorre sangue blu: Dracula e' conte, e il dottor Frankenstein e' barone (qualcuno ci aveva mai fatto caso?). Ma la caratteristica essenziale che accomuna il capostipite dei vampiri al primo, indimenticabile mostro di laboratorio dell'era moderna e' la vittoria sulla morte, la resurrezione della carne, in una forma o nell'altra: piu' eterea, problematica, romanticamente dannata in Dracula; piu' concreta, materiale, scientifica nel mostro di Frankenstein. Entrambi incarnano il tema della sfida a Dio, lo spostamento delle leggi di Natura verso confini che all'uomo non sono concessi; e come sempre accade a chi ha l'ambizione di prendere il posto del Padreterno (per lo meno in letteratura, dalla tragedia greca in poi), il prezzo da pagare e' assai salato. Ma, fortunatamente, le sacre leggi della modernissima serialita' garantiscono anche una successione interminabile di resurrezioni, in barba a tutti gli imperativi morali che si possano invocare.
     Credo che il vampiro goda ancora oggi, nell'immaginario collettivo, di maggior fortuna del suo cugino mostro soprattutto per due motivi. In primo luogo, Dracula e compagni sono intrinsecamente polivalenti, adattabili a ogni situazione, riproponibili nei piu' diversi contesti. Come un altro grande archetipo della narrativa fantastica, i fantasmi, incarnano terrori profondi e onnipresenti, non limitati agli angusti spazi del laboratorio di uno scienziato piu' o meno folle. Sono, insomma, una filiazione diretta di strutture fondamentali della paura umana; e se nessuno puo' negare che, specialmente oggi, scienza e tecnologia occupino un posto di rilievo all'interno di questa paura, e' altrettanto innegabile che il timore che si prova di fronte all'irrazionale, al metafisico, ha un impatto ben piu' profondo di quello generato dal razionale. I narratori dei nostri giorni lo hanno capito molto bene; tanto che uno dei romanzi dai quali ha preso avvio la sottocorrente dello splatterpunk e', guarda caso, Vampire Junction di S. P. Somtow, apparso in America nel 1984.
     Secondariamente, in un mondo come il nostro; un mondo in cui gli eccessi nutritivi sono banditi come peccaminosi dalla coscienza sociale; un mondo in cui stare a dieta, essere agili e scattanti, liberarsi dei chili superflui, e' considerato un preciso dovere civico per chiunque; in questo mondo, Dracula puo' permettersi di abbuffarsi di sangue a piacere, senza alcuna limitazione. E' vero, come mi ha recentemente fatto notare un amico, che i Dracula della narrativa e del cinema sono vampiri snelli, prestanti, dalla figura asciutta; ed e' anche vero che mangiano pochissimo, anzi non mangiano per niente; ma quanto sangue bevono! Se ne ingozzano con un'avidita', con una carnale soddisfazione che non ha pari nella realta'. E se, com'e' ampiamente dimostrato, il sangue riveste presso tante culture, presso civilta' che sembrerebbero agli antipodi l'una dell'altra, il significato di "cibo primario", c'e' da stupirsi se Dracula e' un eroe dei tempi moderni? Deve possedere un metabolismo invidiabile: con tutto quello che mangia (o beve, come preferite), non ingrassa mai; e' sempre in forma, ma non deve mai stare a dieta... Il sogno del ghiottone frustrato dei nostri giorni!
     E non parliamo della sua ovvia, intrinseca, carica di sex appeal; il fascino che esercita sulle signore e' sin troppo noto. E' splendida intuizione del mito del vampiro l'avere fuso il piacere della nutrizione col piacere del sesso, facendone un tutto unico che rimanda direttamente il lettore, o lo spettatore, ai godimenti fetali del grembo materno e a quelli successivi del seno materno. Stati di felicita', questi, che la condizione di adulto non concede a nessuno, ma che tutti, presumo, rimpiangiamo; e che nell'immagine del non morto trovano una loro, per quanto macabra, realizzazione.
     Lunga vita, dunque, a Dracula! Lunga vita a chi, da un lato, incarna senza dubbio il perturbante freudiano, l'inquietudine dell'inconscio che riemerge in superficie, il terrore atavico della morte; e, dall'altro, si propone come modello di assoluta soddisfazione dei sensi (almeno finche' un paletto acuminato, una croce o una spruzzata di acqua benedetta non intervengano a chiudere per sempre questo arcano stato di beatitudine). Ridotto all'osso, il fascino discreto del vampiro sta proprio in questo: nella duplicita' di una vita beatifica e primordiale che in realta' e' morte; nelle due facce cosi' opposte, ma cosi' perfettamente complementari, della parabola nascita-vita- morte che e' tipica di ogni essere umano.
     E se per trascendere questa parabola, per arrivare all'inquieta pace dell'immortalita', dobbiamo avvolgerci in un mantello nero, dormire in una bara imbottita di terra, uscire solo di notte e morsicare qualche collo... Be', e' sempre meglio che marcire sotto una pietra tombale, no?

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